«Siamo alla carestia. Non è una metafora. È una condanna a morte pronunciata per fame». Le parole di Pasquale Liguori https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-oltre_il_diritto_contro_lordine_gaza__il_volto_della_verit/39602_62141/ colpiscono come un pugno nello stomaco e raccontano, senza retorica, l’orrore quotidiano che da oltre venti mesi travolge Gaza. Non solo bombe, macerie, ospedali distrutti, campi profughi trasformati in fosse comuni: ora è la fame a diventare protagonista, usata come “arma” in una guerra che si è trasformata, come scrive Liguori, in “una strategia genocida lucida e calcolata”.
La denuncia è radicale: il genocidio non è un effetto collaterale, ma il prodotto di un sistema internazionale “che ha fallito e che oggi mostra la sua verità nuda”. A essere accusate, con forza, sono anche le potenze occidentali che, in nome del diritto e della diplomazia, “hanno fornito carburante alla ferocia, al disumano”.
Gaza, scrive ancora Liguori, “non è una falla del diritto internazionale: è la sua espressione più coerente”. Non ci sarà nessuna Norimberga per Gaza, perché “oggi i giudici siederebbero accanto agli accusati”. È un’accusa durissima, che chiama a raccolta le coscienze, che chiede non più solo denuncia, ma rifiuto radicale dell’ipocrisia e della struttura che l’ha resa possibile.
Un testo che va letto, riletto, fatto circolare. Perché – come scrive Liguori – “non ci sarà nessuna giustizia futura, se continuiamo a concepirla nei termini di questo paradigma”.




