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Tutte le auto del sequestro Moro (16 marzo 1978)

Il rapimento di Aldo Moro fu una storia di uomini e di contrapposizioni ideologiche, ma anche di stop e di incroci, di auto e di vie nel cuore della città.

Quella della morte di Aldo Moro è anche una storia di auto, ben undici, e di spazi urbani. Il 16 marzo 1978, giorno dell’agguato in via Fani una Fiat 128 con targa falsa del Corpo Diplomatico era appostata in attesa che altre due auto entrassero sulla strada: la Fiat 130 blu in cui viaggiava Aldo Moro e l’Alfetta bianca della sua scorta.
La 128 familiare bianca in cui si trovava il brigatista Mario Moretti era preceduta da un’altra 128, bianca anch’essa, con a bordo i brigatisti Alvaro Lojacono e Alessio Casimirri. Una terza Fiat 128, guidata da Barbara Balzerani, venne parcheggiata sul lato opposto.
Non appena il convoglio al seguito di Aldo Moro imboccò via Fani, la Fiat 128 guidata da Moretti si fermò improvvisamente al centro della strada, all’altezza dell’incrocio tra via Fani e via Stresa. In fondo, a chiudere la colonna di auto, si posizionò prontamente la seconda Fiat 128.
Quindi il fuoco del gruppo armato, che partì dal lato della strada dove stazionava una Mini Cooper verde con tettuccio nero. L’autista di Aldo Moro tentò una manovra di svincolo ma un’altra vettura, una Austin Morris, bloccava quella che avrebbe potuto essere una possibile via di fuga. E’, l’Austin Morris di colore blu elettrico, l’auto su cui si concentreranno i sospetti di un coinvolgimento dei Servizi Segreti.
Subito dopo lo scontro a fuoco, uno dei brigatisti prelevò Aldo Moro dalla Fiat 130 e lo fece salire su una Fiat 132, blu anch’essa. Più avanti era già pronto un furgone Fiat 850T di colore grigio chiaro. Lo statista venne rinchiuso in una cassa di legno e trasportato fino a un parcheggio sotterraneo. Durante il tragitto due brigatisti del commando si misero alla guida di una Citroën Dyane. Giunti al parcheggio la cassa venne caricata su una Citroën Ami 8 e trasportata fino al luogo della detenzione.
Il cadavere di Aldo Moro, infine, venne fatto ritrovare dai brigatisti in una Renault 4 rossa.

Di Redazione Realmente

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