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Una proposta di legge per tentare di arginare il fenomeno dilagante del gioco d’azzardo

Nel 2025, nelle Marche si è giocato d’azzardo una cifra di oltre 4 miliardi di euro con un incremento del 7% sulla cifra, già allarmante, del 2024. Un aumento peraltro superiore a quello medio nazionale che è stato del 5%. Nella nostra regione ogni abitante spende mediamente per il gioco d’azzardo 2.699 euro all’anno, bambini compresi; solo nella provincia di Ancona si è giocato più di un miliardo. Sono dati ufficiali del Ministero dell’Economia elaborati dall’associazione Libera.

Nel corso di questi ultimi anni medici e associazioni hanno lanciato più volte l’allarme sulla diffusione preoccupante della ludopatia anche nelle Marche ma i loro appelli sono rimasti totalmente inascoltati.
Nel 2023, la Giunta Acquaroli ha modificato la Legge n.3 del 2017 ( Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico e della dipendenza da nuove tecnologie e social network), che individuava proprio nella prevenzione e nel contrasto i due pilastri fondamentali ed era caratterizzata da una forte valenza socio-sanitaria e presa a riferimento in tutta Italia.
Con le modifiche apportate dalla L.R. n.13 del 2023 si sono minate le basi di questi pilastri: la Legge ha infatti ridotto immotivatamente le distanze tra nuove attività e luoghi sensibili, dai 500 ai 300 metri nei Comuni con più di 5.000 abitanti, e dai 300 ai 200 metri nei Comuni con meno di 5.000 abitanti.
Questa modifica illogica, tra l’altro non richiesta (e anzi criticata) dalle associazioni datoriali ha prodotto il rischio di una proliferazione pericolosa di apparecchi da gioco e ha rappresentato un grande passo indietro penalizzando ancora una volta le persone più fragili e le loro famiglie.
Una scelta peraltro in perfetta sintonia di filiera con il Governo Meloni, che dopo aver soppresso l’Osservatorio per il contrasto sulla diffusione del gioco d’azzardo, ha recentemente introdotto un nuovo gioco, il Win for Italia Team e lo ha associato al finanziamento dello sport, veicolando così un messaggio culturale profondamente sbagliato.
Il Rapporto Caritas 2025 ha evidenziato con grande chiarezza il legame tra gioco d’azzardo, indebitamento cronico e nuove forme di povertà. E nelle Marche, purtroppo, povertà e disuguaglianze sociali stanno crescendo di anno in anno ma sembra che di questo dramma, al di là delle vuote parole, la destra non sia affatto consapevole.
Per questo, ho appena depositato una proposta di legge, sottoscritta da tutti i consiglieri di opposizione, con la quale si ristabiliscono le distanze originariamente previste, con l’obiettivo di disincentivare le attività di gioco. Nel testo si reintroduce poi una norma originariamente prevista e inspiegabilmente abrogata dal centrodestra: la possibilità, da parte dei Comuni, di individuare come altri luoghi sensibili quelli in cui sono ubicate strutture per minori, giovani ed anziani, in riferimento all’installazione di apparecchi e congegni per il gioco.
E’ una proposta di legge che, a costo zero e ripristinando norme di buon senso, interviene sulla prevenzione per arginare una delle più gravi emergenze sociali ed economiche del nostro tempo.

Antonio Mastrovincenzo
Consigliere regionale del pd

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