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Case di comunità, affondo contro Calcinaro: “Dati forzati e proposte irrealistiche”

Di Claudio Maria Maffei

L’Assessore Calcinaro ormai sta diventando un personaggio da barzelletta se non fosse così pericoloso per la forzatura dei dati e l’assurdità delle proposte

Oltretutto le sue dichiarazioni non si limita a farle al bar o in pizzeria tra affettuosi sostenitori, ma le scrive pure. Ieri ad esempio, in un post sulla sua pagina di Facebook, l’Assessore Calcinaro ha scritto che durante il convegno CISL aveva affermato che:

• l’agenzia nazionale sanitaria ha indicato le Marche una delle regioni più avanti in Italia per percentuale di avanzamento o attivazione delle Case di Comunità;

• ogni pronto soccorso dovrà avere una casa di comunità di riferimento sempre accessibile per codici bianchi o verdi;

• ogni provincia dovrà avere una casa di comunità a vocazione pediatrica, anche con la collaborazione dei pediatri di libera scelta, e un’altra di riferimento per l’utente oncologico con il supporto anche delle tante associazioni.

Ora prendiamo queste dichiarazioni una ad una. La prima: lo stato di avanzamento o attivazione delle Case della Comunità. L’Agenas, che fa il monitoraggio ufficiale dello stato di avanzamento delle strutture e dei servizi del DM 77/2020 tra cui le Case della Comunità, ha fatto un ultimo report ufficiale aggiornato al secondo semestre 2025 secondo cui le Marche avrebbero tra le 46 case della comunità programmate: una Casa della Comunità con tutti i servizi obbligatori attivi compresa la presenza medica e infermieristica, 10 con almeno 5 servizi obbligatori e 10 con una presenza infermieristica attiva come da DM 77. Premesso che alcune Regioni sono molto più avanti, può l’Assessore indicare quali sarebbero queste Case della Comunità così ben funzionanti?

Secondo: ogni Pronto Soccorso dovrà avere una Casa della Comunità sempre accessibile per i codici bianchi e verdi. Premesso che nessuno sa quanti sono e quanti saranno i Pronto Soccorso delle Marche (ad esempio vanno conteggiati anche Pergola, Amandola e Cingoli?), dove ha letto che le Case della Comunità rispondono a questa esigenza? Non gli è bastata la stupidaggine degli ospedali di comunità come succursali dei Pronto Soccorso? Se fosse uno studente gli tirerei il libretto (esiste ancora?) e gli direi “vada a studiare i Centri di Assistenza Urgenza dell’Emilia-Romagna e poi torni!”. E poi gli direi cosa hanno già detto in altre parti d’Italia i medici di medicina generale di fronte ad una analoga proposta: “Le Case di Comunità non sono pronto soccorso, e continuare a descriverle o percepirle come tali nate per assistere e drenare codici bianchi o verdi rischia di comprometterne la funzione. Le Case di Comunità non nascono per gestire urgenze né per offrire risposte immediate a ogni bisogno sanitario, ma per rafforzare la medicina territoriale attraverso un modello fondato sulla continuità delle cure. In sinergia anche con i medici di famiglia del territorio. Il loro obiettivo principale è organizzare meglio l’assistenza, e costruire percorsi di cura coordinati.”

Terzo: le Case della Comunità che una per Provincia diventerebbero a vocazione pediatrica o oncologica. Qui siamo nell’assurdo parlando delle Marche dove le Case della Comunità non riusciranno che in rari casi a raggiungere i livelli minimi di funzionamento e in cui, mentre Calcinaro straparla di territorio, il suo Collega Baldelli promette palazzine DEA senza logica e con un enorme assorbimento di risorse che verranno sottratte al territorio e la Giunta tutta sostiene una programmazione ospedaliera illegittima e insostenibile. Utilizzare in una programmazione razionale della rete oncologica (che nelle Marche, ricordo, è commissariata) alcune Case della Comunità per assistenza oncologica è possibile, tanto che qualcuno lo fa (guarda un po’: l’Emilia-Romagna). Ma fare questa promessa oggi nelle Marche è da irresponsabili. Quanto alle Case della Comunità a vocazione pediatrica siamo su Scherzi a parte. Intanto sarebbe un bel risultato avercela la assistenza pediatrica in tutte le Case della Comunità.

Io credo che l’Assessore Calcinaro stia perdendo di lucidità e cominci troppo spesso ad avere delle visioni, ma non di quelle che schiudono nuovi percorsi, ma che testimoniano di una definitiva perdita di contatto con la realtà.

Nella stessa occasione ha parlato anche Acquaroli che però parla senza sapere letteralmente quello che dice. Ha imparato qualche frase a memoria e quando l’ha imparata bene la ripete all’infinito. Quindi lasciamolo perdere che sennò si confonde.

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