Nuova puntata sulla SVEM di Sandra Amurri
La SVEM, Sviluppo Europa Marche, società che rendiconta fondi europei per quasi un miliardo di euro e spende contributi regionali per circa 5 milioni di euro – lo ripetiamo – essendo interamente pubblica, è soggetta a coordinamento e controllo della Regione Marche, presieduta da Francesco Acquaroli di FdI, ricandidato alle prossime regionali. A gennaio 2022, Acquaroli chiama a presiedere la “sua” creatura l’imprenditore Andrea Santori (in quota Lega), che contemporaneamente sedeva nel cda della Camera di Commercio regionale, nel Consiglio direttivo di Confindustria ed era vicepresidente di Confidi Uni.co.
«Tecnicamente sarà il braccio operativo della Giunta… pianificheremo lo sviluppo della nostra splendida regione. Per questo devo dire grazie per la fiducia che mi è stata dimostrata. Non solo dalla parte politica, ma anche da quello che è il mio mondo, ovvero le associazioni di categoria» disse Santori al sito della Regione Marche. E ha anche spiegato come si sarebbero dovuti gestire i servizi per la Centrale Unica di Risposta – Numero Unico di Emergenza 112, che la Regione ha poi appaltato alla SVEM che, a sua volta, ha affidato alla GB Consulting S.r.l. di Gilberto Belleggia, legale rappresentante anche di Azzurra Servizi S.r.l., cooperativa sociale con sede in Amandola (assistenza sociale e domiciliare per anziani e disabili), nonché presidente della Croce Azzurra di Porto San Giorgio.
Belleggia, per questo, ha percepito ben 275 mila euro. Le buste paga delle oltre cento persone impiegate nel servizio sono state elaborate dallo studio del commercialista Pierino Postacchini, che nel Fermano vanta 40 tessere di FdI fatte in un baleno – seppure non risulti fra i fornitori ufficiali di servizi alla SVEM. Ma sul 112 torneremo.
SANTORI, che si era già reso protagonista di una vicenda a dir poco opaca – ricostruita nei dettagli – quando era membro del Consiglio Generale di Confindustria Centro Adriatico (unione tra Fermo e Ascoli), presieduta da Simone Mariani, ad di Sabelli S.p.A., è stato coinvolto in un caso emerso da un dossier anonimo ma molto dettagliato, corredato da estratti conto ed e-mail.
Il dossier ha confermato i sospetti di Mariani: Santori, vicepresidente di Confidi Unico (finanziato anche dalla Regione), aveva stretto un accordo contrattuale con SIF Fermo, diretta da Giuseppe Tosi (attuale direttore di Confindustria Fermo), all’insaputa di Confindustria Centro Adriatico. Scopo? Lo “sviluppo del tessuto imprenditoriale locale”.
In pratica, Confindustria Fermo, tramite SIF, erogava risorse per promuovere l’attività di Confidi Unico. Queste risorse finivano alla ISBC Consulting S.r.l. di Montegranaro, una società con zero addetti, per “promozioni” mai dimostrate. La società era intestata a Edoardo Santori, figlio di Andrea, con il 60%; il 20% era di Giulio Cruciani (Cruciani Mangimi di Montappone), amministratore unico. I bonifici partivano da un conto presso la filiale Banco Desio di Porto San Giorgio, diretta da Claudia Rossi, moglie di Andrea Santori.
Tra marzo e aprile sono stati bonificati oltre 28 mila euro, ma si ipotizza un totale superiore ai 100 mila. Quando la storia è venuta a galla, Santori ha reagito “buttandola in caciara”, come si dice nelle Marche, spalleggiato da Giulio Cruciani e Giampietro Melchiorri. Dopo aver sfiduciato Mariani, hanno realizzato la scissione tra Fermo e Ascoli, svelando così le vere motivazioni: Mariani gli aveva tolto il vasetto della marmellata.
Il 25 giugno 2021 la ISBC cambia compagine: socio unico diventa Cruciani, che nel 2024 ne è il liquidatore. Fine (forse) di una storia che racconta bene la spregiudicatezza del “metodo Santori”.
Il presidente della SVEM, titolare della Santori Pellami, trasforma la “Conceria Nuvolari” (costituita nel 2009) in Conceria Nuvolari Benefit S.r.l., nome ispirato al pilota Tazio Nuvolari. Intanto, partecipa a bandi e riceve fondi pubblici per oltre 2 milioni di euro. Nel 2023 riceve da UniCredit 1 milione di euro (500 mila a Santori Pellami S.p.A., 500 mila a Conceria Nuvolari Benefit), assistiti all’80% dalla garanzia pubblica del Fondo per le PMI, gestito da Mediocredito Centrale per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (presieduto da Adolfo Urso, FdI).
Il conflitto d’interessi tra imprenditore e presidente della SVEM è così lampante che persino un commesso della Regione se ne accorgerebbe. Eppure Acquaroli continua a recitare il ruolo delle tre scimmiette: non vede, non sente, non parla.
Intanto, Santori colleziona poltrone: presidente SVEM, cda di Confindustria Fermo, vicepresidente Confidi Unico, board della Camera di Commercio regionale, e ora anche presidente dell’ITS Smart Academy, scuola post-diploma finanziata con 5 milioni (anche dal PNRR), che sorgerà, prima o poi, nell’ex mercato coperto di Fermo, concesso dal sindaco Paolo Calcinaro, oggi candidato con FdI. Ma dell’ITS e delle società orbitanti intorno a Santori, parleremo nella prossima puntata.
Nel 2024, nonostante la Santori Pellami chieda la composizione negoziata della crisi d’impresa (una sorta di pre-concordato), e il nome di Santori inizi a diventare ingombrante, Acquaroli lo riconferma fino al 2026. Perché? Forse per non perdere la stampella della Lega, rappresentata da Mauro Lucentini, tra i prescelti per un incarico in SVEM da 60 mila euro annui per due anni (avviso poi annullato per non svelare i nomi).
Un dato è certo: Santori è intoccabile. La sua foto sorridente accanto ad Acquaroli, al convegno della Camera di Commercio, dice tutto. Sembra uscita da una versione 2020 de Il Marchese del Grillo:
“Io so’ io e voi non siete un c…”
O ancora: “Se tu me freghi qui, me freghi su tutto”.
E per concludere: “Il grillo del marchese sempre zompa. Chi zompa allegramente, sempre campa”.
Tanto a morire è il popolo.
Ma come recita l’epitaffio sulla tomba, voluto da Alberto Sordi, che il frate dice sul patibolo a Gasperino il carbonaro:
“Sor Marchese, è l’ora”.
Eh sì, è ora che smettiate di maneggiare la cosa pubblica come fosse cosa vostra.
Nel frattempo la giostra continua: altro giro, altra corsa. I partecipanti sono sempre gli stessi, ma i biglietti li pagano i cittadini.
Qualche esempio fra i più eclatanti?
- Anna Laura Posa, avvocatessa storica di Santori e parte del pool che lo assiste nella procedura negoziale, è anche coinvolta nell’ITS Smart Academy. La sorella, neocatecumena, è la sua commercialista. La Posa ha ricevuto da SVEM, dal 2022 ai primi mesi del 2024, 292.952 euro: quasi 9.800 euro al mese per consulenze.
- Luigi Scoponi, altro legale del pool, ha ricevuto 44.573 euro in poco più di un anno.
Ma l’elenco è lungo e riserva molte altre sorprese.
Come diceva Giulio Andreotti, che in materia era esperto:
“A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si indovina.”



