Il prossimo 23 luglio, l’isola dalmata di Korčula (Curzola) tornerà a celebrare una delle imprese più simboliche del suo recente passato: la Štropada, la traversata a remi dell’Adriatico che unì idealmente la Croazia e l’Italia nel segno della memoria, del coraggio e della cultura condivisa. Un quarto di secolo dopo, quell’impresa torna a vibrare tra le onde come un’eco di fratellanza.
Era il 2000, all’alba del nuovo millennio, quando cinque uomini salparono da Vela Luka (Vallegrande) a bordo di una barca a remi lunga appena sette metri, con la ferma intenzione di raggiungere Vieste, sul versante italiano: ventuno ore in mare e ettantadue miglia nautiche da percorrere, per dimostrare che il mare può unire più di quanto separi.
Ideata dagli appassionati del club VK Ošjak come “Millennium Project”, la Štropada prevedeva un itinerario arduo, passando per le isole di Sušac e Palagruža, affrontando correnti e oscurità. A bordo erano Anito Šeparović, Nikša Prižmić, Tino Dragojević, Tonko Gugić (futuro sindaco di Vela Luka) e il timoniere Edi Žuvela. Due imbarcazioni di supporto – Olimpija e Aba – li accompagnavano, e proprio sull’Aba viaggiava anche il poeta Jerko Andreis Stalijar, autore del commosso racconto epico Milenijski Pothvat ili ‘Štropada’ u Vieste, diventato manifesto di fratellanza adriatica.
La partenza fu un evento comunitario: un corteo spontaneo di barche, animali domestici e canti popolari seguì l’imbarcazione sino all’uscita dalla baia. Nella notte, l’isola di Sušac fu illuminata dalle luci dell’Aba, mentre i rematori procedevano con grande energia. La loro impresa rievocava le antiche rotte di migrazione verso il Molise e la Puglia: storie di chi aveva attraversato il mare in cerca di nuova vita.
All’arrivo nelle acque italiane, una motovedetta li accolse e li scortò fino a Vieste, ove una cerimonia ufficiale e un gemellaggio tra le due città suggellarono il significato profondo della traversata: un gesto concreto, firmato dai sindaci Domenicantonio Spina Diana e Sreten Žuvela, che ha reso quel legame un patrimonio culturale condiviso.
La Štropada s’ispirava anche al leggendario vogatore Perica Vlašić, campione mondiale alla Henley Royal Regatta e simbolo dell’audacia dalmata. Ma a rendere ancora più intensa l’impresa è anche la presenza simbolica di Oliver Dragojević, amatissimo cantante della Dalmazia originario proprio di Vela Luka, la cui voce ha fatto da colonna sonora, in tutti i paesi balcanici, a intere generazioni.
Tra i testimoni presenti alla partenza nel 2000 c’era anche il M° Ing. Massimo Rogante, scienziato marchigiano da anni profondamente legato alla Dalmazia. Amico di Dragojević e di Andreis, Rogante è autore della versione italiana della struggente famosa canzone Sjećanje na Velu Luku di Branko Žuvela Doda, e ha partecipato a ben 27 conferenze scientifiche in Croazia, nei ruoli di Coorganizzatore, Chairman, Relatore e componente del Comitato Scientifico: contribuendo, in modo tangibile, alla costruzione di ponti culturali e scientifici tra le due sponde. Rogante ha anche preso parte, in qualità di Presidente Onorario dell’Academy Liszt Music Art, alla seconda mobilità del Progetto Erasmus+ “Musicoding”, svoltasi recentemente a Metković in Croazia, e rafforzando ulteriormente il suo impegno nella cooperazione culturale internazionale.
Il 25° anniversario della Štropada sarà celebrato con una cerimonia pubblica e la proiezione di un film documentario che ripercorrerà le fasi salienti di quella storica traversata. L’evento sarà un’occasione per onorare il valore della memoria ed anche per riaffermare che il futuro dell’Adriatico passa per la collaborazione e la reciproca conoscenza ed amicizia tra i popoli che vi si affacciano.
La Štropada oltre a rappresentare una prova sportiva, fu un atto di identità, un racconto fatto di remi, voci, onde e speranza. E ancora oggi, quando la brezza si leva sull’Adriatico, sembra portare con sé l’eco dei versi di Andreis e della meravigliosa indimenticabile voce del grande Oliver.
Didascalie foto:
Foto a
La “Štropada” in navigazione da Vela Luka a Vieste il 23 Luglio 2000.

Foto b
Recente foto che include i componenti dell’equipaggio della “Štropada”. Da sin.: Tino Dragojević, Tonko Gugić, Nikša Prizmić , Valent Sinković, Anito Šeparović ed Edi Žuvela.

Foto c
Piccole imbarcazioni nella baia di Vela Luka. Foto: M. Rogante.

Foto d
Jerko Andreis, poeta di Vela Luka. Foto: M. Rogante.

Foto e
Porto di Vela Luka. Foto: M. Rogante.





