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Un grido di coscienza: l’appello delle donne italiane al Presidente Mattarella contro la cultura della guerra

Nel cuore del dibattito pubblico italiano emerge una voce collettiva, intensa e profondamente umana: quella di un gruppo di donne che, attraverso un appello rivolto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedono ascolto, responsabilità e coraggio morale.
L’iniziativa, pubblicata sul sito AlzogliOcchiVersoIlCielo, nasce da un sentimento condiviso di inquietudine e indignazione di fronte a una narrazione pubblica percepita come sempre più distante dalla sensibilità della società civile. Le firmatarie – donne, madri, cittadine e credenti – si rivolgono al Capo dello Stato riconoscendone il ruolo di garante della democrazia e punto di riferimento istituzionale per l’unità del Paese.
Al centro del loro messaggio vi è una richiesta semplice ma potente: essere ascoltate. In un contesto che descrivono come “quasi ermeticamente chiuso alla voce della gente comune”, denunciano una frattura crescente tra le istituzioni, i media e il sentire diffuso della popolazione. 
L’appello si concentra in particolare sul linguaggio e sulle scelte legate alla guerra. Le autrici esprimono sgomento per dichiarazioni violente diffuse nei media e per quella che percepiscono come una pericolosa normalizzazione della distruzione e della morte. Non è solo la brutalità delle parole a preoccupare, ma anche il silenzio che spesso le accompagna: un silenzio che, secondo loro, rischia di trasformarsi in complicità. 
Accanto alla critica, emerge una visione alternativa: un mondo in cui le risorse destinate agli armamenti vengano invece investite in bisogni fondamentali come acqua, cibo, istruzione e lavoro. Le firmatarie richiamano così una responsabilità etica collettiva, sottolineando come le scelte politiche e militari incidano direttamente sul presente e sul futuro dell’umanità.
Il tono dell’appello è rispettoso ma fermo. Non si tratta di una protesta ideologica, bensì di una presa di posizione morale che affonda le radici in valori umani universali: la dignità della vita, la pace, la giustizia. In questo senso, il richiamo al Presidente Mattarella non è solo istituzionale, ma anche simbolico: egli viene visto come figura capace di farsi interprete di una coscienza collettiva che chiede di non essere ignorata.
Questo intervento si inserisce in un momento storico segnato da tensioni internazionali e da un acceso dibattito interno sulle politiche di sicurezza e difesa. In tale contesto, la voce di queste donne rappresenta un invito a rallentare, riflettere e rimettere al centro la dimensione umana delle decisioni politiche.
Più che un semplice appello, il loro è un grido di coscienza: un richiamo a non abituarsi alla violenza, a non considerare inevitabile ciò che è frutto di scelte, e a restituire spazio e dignità alla partecipazione dei cittadini nella vita democratica del Paese.

Nella foto: Francesca Villanova, Paola Casi, Rosanna Virgili, Grazia Villa

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