martedì, 11 Agosto 2026
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Ceuta ci interroga: l’immigrazione non è più un’emergenza, ma la sfida del nostro tempo

Di Angelo Sciapichetti

Ancora una volta nei giorni scorsi siamo stati costretti ad assistere a scene terribili di uomini,donne ragazzi che scappando dall’inferno della loro vita quotidiana sono arrivati, questa volta a nuoto senza salire neanche su un barcone, all’enclave spagnola di Ceuta in cerca di un futuro che non hanno; insieme alle immagini di Gaza segnano un’epoca e rimarranno impresse indelebilmente nella nostra memoria e in quella dei nostri figli o nipoti

Di fronte al fenomeno migratorio, l’errore più grande è quello di continuare a considerare tale fenomeno un’emergenza, quando invece siamo di fronte ad un dato strutturale ormai da tanti anni e lo sarà ancora per molti altri ancora con il quale siamo obbligati a fare i conti e rispetto al quale dobbiamo organizzare la nostra testa e quindi i nostri atteggiamenti culturali e morali prima ancora che politici. L’ONU ci dice che entro il 2050 saranno tra i 200 e i 250 milioni solo i migranti climatici. Bisogna quindi prima di tutto prendere atto che ci troviamo di fronte ad una realtà che non si ferma con i proclami,gli slogan o con le politiche assolutamente irrealizzabili come quelle dei blocchi navali, o delle remigrazioni con cui la destra sta facendo la campagna elettorale o peggio ancora, con il silenzio; le forze politiche (almeno quelle più responsabili) dovrebbero avere il coraggio di parlare chiaro nei confronti dei cittadini e delle cittadine italiane ed europee iniziando a dire che questa sarà la vera sfida futura di tutti i governi per molti anni e il fenomeno va gestito, controllato e regolarizzato affrontando i temi e le problematiche dei paesi dai quali queste persone umane provengono (altro che piano Mattei!..) investendo in politiche di integrazione e di inserimento attraverso le quali passa la vera sicurezza per i nostri paesi perché su un fatto dobbiamo essere chiari:non possiamo permetterci una politica dalle porte aperte in maniera indiscriminata; il fenomeno va governato anche da un punto di vista numerico e molto dipende anche dalla regolarizzazione dei flussi; è inutile che ci ostiniamo a non vedere o a voltarci dall’altra parte, dobbiamo iniziare a ragionare sul fatto che l’Italia si fermerebbe senza migranti, si fermerebbero oggi le nostre fabbriche in mancanza della manodopera necessaria per la produzione del made in Italy, si fermerebbe il nostro welfare famigliare senza il contributo di badanti e assistenti per i nostri anziani e non solo. Le politiche vanno declinate sapendo però di fare i conti con un’Europa sempre più vecchia e sempre più impaurita; nel nostro Paese se guardiamo ai dati anagrafici capiamo bene che siamo di fronte ad un paese di cosiddetti anziani non abituato a convivere con la multiculturalità e la multietnicità, un paese che fa fatica ed è atterrito dalla paura del “diverso”.

In questo momento la mancanza di governo del fenomeno migratorio da parte di tutta l’Europa è strettamente legato alla nascita e all’aumento di consensi dei partiti della destra xenofoba e della destra che prende i voti sulle paure, che governa la paura ma non sa governare la speranza e che si ostina soprattutto a non ascoltare le parole di Papa Francesco prima e di Papa Leone oggi quando dice: “che mondo abbiamo costruito se si deve rischiare la morte per cercare la vita”.

Tutto quello che è accaduto in questi giorni alle porte della Spagna, è un fenomeno troppo grande per pensare che non sia stato organizzato; qualcuno può pensare davvero che quella massa di poveri disperati arrivati a Ceuta si siano organizzati da soli e si siano trovati li nello stesso posto e allo stesso momento per una strana coincidenza del destino? Dietro ci sono organizzazioni politico-criminali che hanno gestito un’operazione geopolitica per mettere in difficoltà un’Europa ancora una volta balbettante e il governo spagnolo che sull’immigrazione sta portando avanti una politica coraggiosa quanto magari discutibile. Non credo sia lontano dalla realtà pensare che questo dramma umano sia stato usato da qualche parte politica di orientamento opposto a quella del governo spagnolo,sappiamo il Marocco con chi è allineato a livello internazionale, sappiamo quali sono i rapporti tra la monarchia marocchina e il presidente americano, sappiamo anche quanto Trump, insieme a tutto il movimento MAGA consideri la Spagna un avversario.
La sospensione immediata dell’accordo di Schengen con la Spagna, ( per un rischio invasione alquanto improbabile visto dove si trova Ceuta…)

messa in atto dal governo di destra italiano (unico in europa!) è stata fatta solo per togliere ossigeno elettorale a Vannacci e alla luce dei dati forniti dal ministro degli esteri spagnolo (su circa 60.000 arrivati, quasi 50.000 già respinti in meno di 24 ore in Marocco) ha esposto l’Italia ad una bruttissima figura internazionale e ad una crisi diplomatica con la Spagna senza precedenti. Basta leggere la risposta del primo ministro Sanchez.. Non solo, il governo italiano ha creato un grave precedente perché alla prossima ondata di profughi che arriveranno a Lampedusa o sulle coste italiane, gli altri paesi si sentiranno autorizzati a chiudere le frontiere; lo ha fatto in passato la Francia a Ventimiglia e li abbiamo criticati, ora la Meloni volta le spalle alla Spagna per ragioni politiche ed elettorali e fa sponda con la Le Pen che se dovesse vincere le elezioni in Francia farebbe la stessa cosa nei confronti dell’Italia; il passato dovrebbe averci insegnato che le emergenze migratorie o si gestiscono insieme agli altri paesi europei o non si gestiscono. Alzando i muri verremo travolti.

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