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Svem, Morani denuncia spese sospette: “Fino a 1,4 milioni di euro per consulenze in un anno”

La Svem, società di sviluppo della Regione Marche, avrebbe sostenuto spese per consulenze esterne fino a 1,4 milioni di euro in un solo anno, generando quello che viene definito uno “spreco di risorse pubbliche”. A sollevare il caso è Alessia Morani, candidata alle regionali per il centrosinistra, che ha annunciato la presentazione di una denuncia formale alla Corte dei Conti, alla Procura e alla Guardia di Finanza di Ancona. La segnalazione si basa su documentazione raccolta dalla giornalista Sandra Amurri.

Un’inchiesta iniziata grazie alla segnalazione di un cittadino escluso da un bando pubblico ha aperto un vaso di Pandora sulla SVEM, la Società Sviluppo Europa Marche, interamente controllata dalla Regione e presieduta da Andrea Santori. La SVEM gestisce e distribuisce fondi europei destinati a enti pubblici e privati: parliamo di centinaia di milioni di euro di denaro pubblico.

Tutto ha avuto inizio con un bando per cinque incarichi di “coordinatori di attività di animazione d’impresa”, del valore di 60.000 euro annui ciascuno per due anni. La giornalista Sandra Amurri, su segnalazione di un partecipante escluso, ha denunciato pubblicamente sulla sua pagina Facebook che gli incarichi sarebbero finiti a politici o persone vicine alla destra.

Tra i nomi più noti emersi c’è Mauro Lucentini, vicecoordinatore regionale della Lega, assunto da Ferrovie dello Stato come responsabile delle relazioni istituzionali con il Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini. Una volta usciti i nomi, il bando è stato improvvisamente annullato dalla SVEM.

“Chissà perché”, commenta ironicamente Alessia Morani, esponente del Partito Democratico, che ha sollevato in queste settimane una lunga serie di interrogativi pubblici sulla gestione della società.

Amurri ha continuato a scavare e ha scoperto aspetti ancora più inquietanti sulla governance della SVEM. Santori, oltre a presiederla, adotta direttamente gli atti di indirizzo, seleziona fornitori e consulenti, liquidando le fatture. In pratica, è allo stesso tempo controllore e controllato.

Morani incalza: “Con determina presidenziale assegna incarichi direttamente, senza gara, a società fornitrici dei più disparati servizi e sceglie consulenti a cui affidare incarichi da centinaia di migliaia di euro. Tutti fondi pubblici ovviamente.”

Uno dei capitoli più corposi del bilancio SVEM è quello dedicato alle consulenze tecniche e giuridiche, per un ammontare annuo di 1,4 milioni di euro. Tra i consulenti più pagati figura l’avvocato Anna Laura Posa, che secondo quanto emerso è anche legale delle aziende private di Santori: la Nuvolari e la Santori Pellami.

“La scelta dell’avv. Posa da parte del presidente Santori come consulente SVEM configura un conflitto di interessi?”, si chiede Morani. “Con quali criteri vengono scelti questi consulenti tecnici e giuridici, considerato che questa funzione dovrebbe essere assolta dai dipendenti della SVEM stessa?”

Altro tema scottante: le spese in comunicazione e pubblicità. La SVEM spende 830.000 euro all’anno per incarichi ad agenzie, testate giornalistiche e giornalisti. “Ci sono agenzie che prendono oltre 100.000 euro l’una”, rivela Morani, “ma cosa devono comunicare, visto che la società si occupa di rendicontazione di fondi europei?”

Un’altra voce che solleva sospetti riguarda la manutenzione straordinaria della sede, situata in un edificio della Regione affittato dalla stessa SVEM. I lavori, in soli 20 mesi, sono costati 750.000 euro. Morani domanda: “Sono stati fatti controlli su questi lavori? Sono state verificate le congruità dei prezzi? Qualcuno degli esecutori lavora anche per la Santori Pellami?”

Non finisce qui. I viaggi pesano per oltre 200.000 euro in poco più di un anno: costi per prenotazioni, alberghi, pianificazione. “Per quali scopi istituzionali e in quali mete? La stessa agenzia organizza anche i viaggi per Santori e la sua famiglia?”, chiede la deputata.

Infine, la questione delle auto aziendali: Sandra Amurri ha documentato l’utilizzo di una vettura pagata con fondi pubblici da parte di Santori e del figlio per scopi non istituzionali. Non risulterebbero nemmeno i registri obbligatori sull’uso delle auto, previsti per legge nelle società pubbliche.

Alla luce di queste numerose anomalie, Alessia Morani afferma:
“Abbiamo chiesto conto al presidente della Regione Acquaroli se sono stati fatti i doverosi controlli sulle attività della SVEM” e ha annunciato “la consegna di tutto il materiale documentale alla Corte dei Conti, alla Procura della Repubblica e alla Guardia di Finanza di Ancona.”

“Aspettiamo dal presidente Acquaroli presto delle risposte. Il controllo sulla SVEM è dovere della Regione!”, conclude Morani.

L’interrogativo resta: chi controlla il controllore? E soprattutto: fino a quando?

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