domenica, 7 Giugno 2026
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Classe di ferro di Aldo Nicolaj

Di Piergiorgio Pietroni

Ha avuto una strana genesi Classe di ferro: Aldo Nicolaj scrisse la commedia nel 1971 ma, pur essendo l’autore fra i più premiati e riconosciuti sia in Italia che all’estero, e nonostante lo stesso Nicolaj presiedesse il più importante festival nazionale di gruppi amatoriali di Pesaro — festival che ancora oggi prosegue la sua attività —, il lavoro nel nostro Paese non suscitò subito l’interesse dei produttori e degli stessi gruppi amatoriali.

Così il debutto assoluto avvenne a Budapest nel 1974 e la pièce divenne innanzitutto un successo internazionale, tradotta in molte lingue e rappresentata in Russia, Francia, Austria e nella Repubblica Ceca. Solo quattro anni più tardi arrivò sulle nostre scene e il mondo del teatro — forse inizialmente riottoso all’idea di una storia su tre anziani — fu costretto a ricredersi in merito alla forza e alla bellezza del testo.

Divenne uno dei titoli più amati e anche banco di prova per maestri della scena, che nei ruoli dei protagonisti possono sfoderare tutte le loro capacità di “duettare” fra ironia graffiante, provocazione e fragile tenerezza.

In questi ruoli si sono cimentati i componenti della compagnia “La Barcaccia” di Jesi, che in questo periodo gira per i nostri teatri: oggi alle 17.45 a Fiastra e il 16 maggio a Caldarola.

I protagonisti di Classe di ferro sono due anziani soli in una grande città: la sola ripetitività delle loro cadenze quotidiane quasi li “costringe” a diventare amici, dopo essersi incrociati sulla panchina di un parco pubblico, dove continuano a incontrarsi e a scambiarsi pensieri via via più profondi e sinceri, nonostante le loro differenze di comportamento e di carattere: il Bocca burbero e bonario, Lapaglia remissivo e bonario.

A loro si unisce la dolce figura di una coetanea, Ambra, maestra in pensione, angelica e sognatrice. Se all’inizio la conversazione cade, con toni trionfali, sui figli e nipoti dell’uno e dell’altro, presto cadono i veli e le mascherature e si scopre come ognuno dei tre si senta in realtà profondamente solo e spaesato, come viva con sconforto la propria inadeguatezza davanti alla velocità e alla superficialità della vita, e come tutti abbiano nel cuore qualche dispiacere e la tremenda paura di finire dimenticati in un ospizio.

È così che i due uomini, in una serie di scene e dialoghi esilaranti e insieme malinconici, progettano una fuga. La meta è un paesino di provincia, un altrove dove essere felici, riscattarsi dalle amarezze della vita. Ma la vita, con crudele tempismo, li riporterà alla realtà.

Classe di ferro narra il canto di due esseri umani in una condizione di estrema solitudine, fotografati nell’istante in cui cercano di riscattare la propria vita, ridando dignità alle loro memorie di uomini. Attraverso un linguaggio sapientemente dosato ed efficacemente interpretato nella sua semplicità e quotidianità dagli interpreti, Nicolaj tocca le vette del sorriso e dell’emozione e, mentre usa a pretesto il mondo dell’anziano, consegna a tutti noi una splendida parabola sulla vita.

Interpreti
Bocca: Dante Ricci
Lapaglia: Fernando Bianchini
Ambra Angelica: Mugia Bellagamba

Regia
Dante Niccolini

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