Il paesaggio rurale si trasforma in palcoscenico civile: la regia di Marco Bragaglia fonde memoria orale, saltarello e protesta comunitaria contro l’ipotesi della nuova discarica provinciale.
Ci sono notti in cui il teatro esce dalle quinte dorate dei luoghi deputati per tornare alla sua matrice più pura e arcaica: la piazza, la strada, il crocevia di campagna. È quello che è accaduto martedì 23 giugno a Montefano, dove il pubblico delle grandi occasioni si è radunato in Contrada Fratte, proprio nel cuore della natura, in mezzo a un campo che confina con un quadrivio — una caratteristica strada che si divide in quattro direzioni — nei pressi della storica edicola sacra della Madonna di Fratte. Questo spazio suggestivo si è trasformato nel palcoscenico naturale de “La Notte di San Giovanni”, un evento capace di richiamare un pubblico straripante giunto non solo dal paese maceratese, ma da tutta la provincia e dai comuni limitrofi di Osimo, San Biagio e Filottrano.
La data scelta per l’evento non è stata affatto casuale. La notte del 23 giugno porta infatti con sé una carica simbolica e rituale profonda che attraversa l’intera Europa: è la vigilia di San Giovanni, un momento magico in cui la tradizione vuole che il Santo benedica la terra con la sua rugiada, che le streghe si riuniscano a notte fonda per i loro sabba e che si prepari la prodigiosa e propiziatoria acqua di San Giovanni, lasciando erbe e fiori di campo a macerare all’aperto.
L’operazione, ideata, scritta e diretta dal regista Marco Bragaglia, direttore artistico del Teatro La Rondinella, e organizzata dall’Associazione Culturale La Rondinella con il patrocinio del Comune di Montefano e del Comitato NO Discarica, ha saputo intrecciare questo folklore millenario con l’attualità, dimostrando come la drammaturgia possa farsi strumento vivo di resistenza politica e sociale.
In attesa del solstizio d’estate, la serata si è articolata attorno a un suggestivo reading di racconti folk e horror attinti a piene mani dalla tradizione orale dell’entroterra marchigiano, sapientemente raccolti e romanzati dallo stesso Bragaglia. A dare voce a questo patrimonio narrativo fatto di streghe, incantesimi, riti ancestrali e paure contadine sono stati gli allievi del Corso di Teatro e Dizione La Rondinella, guidati da Piergiorgio Pietroni. Sul palco si sono alternati con grande intensità Daria Barbetta, Francesco Batocco, Marco Bragaglia, Laura Calimici, Tiziana Caporaletti, Gigliola Coppari, Leida Furiasse, Elisabetta Mascellani, Alessia Pianesi, Piergiorgio Pietroni e Giancarlo Succi. Ad intervallare la tensione dei racconti sono intervenuti i ritmi travolgenti e liberatori del saltarello, eseguito dal vivo dai musicisti Samuele e Davide Accattoli, capaci di restituire allo spazio la dimensione di una festa di comunità antica e potentissima.
Ma la drammaturgia di Bragaglia non si è limitata alla rievocazione nostalgica. La scelta della location racchiudeva un preciso cortocircuito politico: Contrada Fratte sorge infatti alle pendici di uno dei due siti, insieme a Beldiletto, identificati dalla Provincia di Macerata per la realizzazione di una nuova discarica provinciale. Dall’intreccio tra favola, rito e realtà è scaturito il messaggio centrale dello spettacolo: i veri mostri non popolano le leggende della tradizione contadina, ma la realtà politica. Quei mostri hanno i volti delle decisioni miopi che, dopo essersi riempite la bocca di termini come turismo, natura, ecologia e patrimonio agricolo, firmano la condanna a morte di paesaggi incontaminati, vissuti e attrattivi.
La protesta ha trovato immediata sponda nelle istituzioni locali. Tra la folla erano presenti in prima linea il Sindaco di Montefano, Angela Barbieri, il Vice Sindaco Mirco Monina, tra i principali promotori dell’iniziativa, e gran parte dell’Amministrazione comunale, uniti in un coro corale d’opposizione all’impianto.
A sipario chiuso, Bragaglia ha sottolineato come la riuscita di un evento d’arte civile dipenda dalla rete umana che lo sostiene: dal Comitato No Discarica alla Protezione Civile, fino al supporto logistico delle famiglie del luogo, tra cui i signori Delio e Alba Accattoli, Andrea Biondini che ha gentilmente concesso l’uso dei suoi terreni, e Vincenzo Franchino per il reportage fotografico. Nelle campagne di Montefano, l’arte drammatica è tornata a fare quello per cui è nata: unire le forze di una comunità per salvaguardare il proprio futuro.





