Martedì 1 luglio, alle 19:40 nella suggestiva cornice di Villa Vitali a Fermo, si terrà un importante incontro pubblico sul tema della libertà di stampa e del ruolo del giornalismo d’inchiesta in un tempo in cui – come denuncia la giornalista Sandra Amurri – si preferisce zittire le domande scomode a colpi di querele piuttosto che fornire risposte.
L’iniziativa, che vedrà la partecipazione di Sigfrido Ranucci, autore e conduttore di Report, e altri ospiti autorevoli, nasce da una riflessione personale della stessa Amurri, protagonista – suo malgrado – di uno dei processi più discussi della recente storia repubblicana: quello sulla trattativa Stato-mafia.
«Ho ascoltato per caso una conversazione tra gli onorevoli Mannino e Gargani davanti al bar Giolitti di Roma», racconta Amurri, che per questo è stata chiamata come testimone nel processo. Mannino la attaccò pubblicamente definendola “una spia del KGB”, ma la giornalista ha vinto la causa per diffamazione. Solo dopo anni è riuscita a ottenere giustizia, con un pignoramento del vitalizio dell’ex parlamentare.
L’incontro del 1° luglio sarà l’occasione per riflettere sul potere che non risponde mai alle domande, come quella rivolta più volte – senza risposta – al generale Mario Mori: “Per conto di chi andò da Vito Ciancimino a cercare una mediazione con Totò Riina?”
In un’epoca in cui i giornalisti d’inchiesta sono sempre più sotto pressione, minacciati da querele bavaglio, provvedimenti disciplinari e intimidazioni, l’evento si propone come un atto di resistenza civile e un invito alla cittadinanza a difendere il diritto all’informazione libera.
La serata sarà dunque un momento di memoria, testimonianza e impegno, per ricordare che il giornalismo non può essere imbavagliato quando fa semplicemente il proprio dovere: raccontare la verità.
di Redazione




