Una serata di musica, impegno e partecipazione popolare ha chiuso con entusiasmo la campagna elettorale provinciale per i 5 SÌ ai Referendum sul lavoro, in vista del voto dell’8 e 9 giugno domenica e lunedì). L’appuntamento si è tenuto ieri sera presso l’area verde dell’ex Casa del Balilla, trasformata per l’occasione in un luogo di incontro e condivisione civile.
Centinaia di persone hanno affollato lo spazio verde per partecipare a un evento che ha saputo unire passione politica e spirito comunitario. La festa ha rappresentato il momento conclusivo di una campagna capillare e intensa, che nelle ultime settimane ha attraversato l’intera provincia di Macerata, coinvolgendo lavoratori, associazioni, sindacati e forze politiche.
Sul palco si sono alternati lavoratori, rappresentanti delle associazioni, sindacalisti e militanti politici, tutti accomunati dall’obiettivo di riportare al centro del dibattito pubblico la dignità del lavoro, i diritti, la sicurezza e la lotta contro la precarietà. Gli interventi, accorati e partecipati, hanno tracciato il bilancio di una mobilitazione che ha visto centinaia di banchetti, assemblee pubbliche, volantinaggi e incontri nei luoghi di lavoro, dando voce a un’esigenza diffusa di cambiamento.
A chiudere la parte politica della serata è stato Daniele Principi, Segretario Generale della CGIL della provincia di Macerata, che ha ricordato con emozione l’inizio della campagna:
“Ad aprile in molti ci prendevano per pazzi. Ci dicevano che era una sfida impossibile, che nessuno avrebbe parlato di lavoro. E invece eccoci qui: oggi tutto il Paese discute di licenziamenti illegittimi, precarietà, sicurezza, appalti, diritti delle persone. Abbiamo rimesso il lavoro al centro dell’agenda politica.”
Dopo gli interventi, la serata si è trasformata in una vera e propria festa popolare grazie al concerto di Paolo Petrini e la sua Spotiband, che con un repertorio di grandi classici della musica italiana ha fatto cantare e ballare i presenti fino a mezzanotte.
La festa di Civitanova Marche ha rappresentato non solo la conclusione di una campagna referendaria, ma anche il raggiungimento di un traguardo importante: ridare voce e protagonismo al mondo del lavoro, troppo spesso messo ai margini del discorso politico.



