Intanto, benvenuti a tutti voi che in questo momento ci state leggendo. Con un po’ di timore, ma con altrettanto entusiasmo diamo vita a questo progetto di comunicazione che oggi vede il suo primo pixel. Diciamo subito che non abbiamo condotto nessuna ricerca di mercato per individuare spazi che potessero in qualche maniera rivelarsi redditizi. La nostra finalità non è il profitto. Riteniamo che in questo tempo che ci è dato di vivere è arrivato il momento di fermarsi per fare il punto della strada. Con bussola e carta topografica. Per individuare meglio il percorso da compiere, senza nessuna facile scorciatoia che possa lasciare indietro qualcuno. Perché, in un mondo che corre sempre più veloce, il tempo – il nostro bene più prezioso – lo stiamo divorando senza più la capacità di viverlo, di assaporarlo. Per questo la modalità quick, che oggi va per la maggiore, non ci appartiene. Con un pizzico di presunzione vorremmo che questa testata diventasse luogo di approfondimento e confronto. Senza l’assillo di tempo e spazio che hanno ridotto ogni forma di dibattito in una profusione di slogan sempre più prevedibili e lisi. La nostra linea editoriale vorrebbe evitare tutto ciò che è sensazionalismo, emotività e pulsione (che poi sono quelle tendenze che funzionano meglio e fanno da acchiappa click) preferendo il ragionamento e le argomentazioni. Per questo, se qui troverete solo la cronaca essenziale, molto spazio abbiamo deciso di riservare ai temi sociali e alle emergenze che di volta in volta si porranno. Spazio e modalità di approfondimenti dedicati alla cultura in tutte le sue forme e declinazioni. Spazio ai giovani, alle loro istanze, alla loro voce e con gli strumenti che sono loro più congeniali e funzionali. Spazio a chi ci legge. Perché il lettore non sia solo un semplice utente, ma possa diventare soggetto interattivo con cui dialogare.



