domenica, 7 Giugno 2026
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Un Oscar italiano che fa riflettere

Di Valentina Guardabassi

Nella notte degli Academy Awards 2026, mentre l’attenzione del pubblico mondiale era concentrata sui grandi film e sulle star di Hollywood, un piccolo segnale è arrivato anche dall’Italia. A salire sul palco per ritirare la statuetta è stata la produttrice italiana Valentina Merli (1), premiata per il miglior cortometraggio live action con Two People Exchanging Saliva (2), vincitore ex aequo insieme a The Singers (3).

Una vittoria che, più che un trionfo nazionale, suona quasi come un promemoria. L’Italia continua a esprimere talento, creatività e capacità produttiva riconosciute a livello internazionale. Ma sempre più spesso questi successi arrivano ai margini del sistema, attraverso produzioni indipendenti, percorsi internazionali, collaborazioni che nascono fuori dai grandi circuiti del cinema italiano.

Il cortometraggio, del resto, è da sempre il luogo della sperimentazione. È il territorio dove il cinema torna ad essere linguaggio prima che industria, ricerca prima che mercato. Non sorprende quindi che proprio lì emerga una voce italiana capace di farsi ascoltare a Hollywood.

Eppure la domanda resta inevitabile. Perché un Paese che ha scritto alcune delle pagine più importanti della storia del cinema mondiale oggi riesce a ritrovare spazio agli Oscar quasi esclusivamente attraverso produzioni minori o internazionali? Non è un problema di talento, come dimostra la vittoria di Merli. È piuttosto un problema di sistema, di sostegno alla creatività, di capacità di accompagnare i progetti fino ai grandi palcoscenici globali.

Per questo l’Oscar conquistato da Valentina Merli non dovrebbe essere celebrato solo come una medaglia da esibire per qualche giorno. Dovrebbe diventare l’occasione per una riflessione più ampia sullo stato del cinema italiano.

Perché ogni volta che un talento italiano vince all’estero, la vera domanda non è solo chi ha vinto.
È anche perché spesso deve farlo lontano da casa.

(1) Valentina Merli è nata a Bologna nel 1972, città di torri e di storia, dove ha mosso i primi passi tra libri di Giurisprudenza e sogni di cinema. Fin da giovane, la sua curiosità l’ha spinta oltre i confini dell’Italia, tra Parigi e festival internazionali, alla scoperta di storie che meritano di essere raccontate e condivise con il mondo.
La sua carriera nasce all’incrocio tra rigore professionale e passione creativa: dall’esperienza nelle società di produzione e distribuzione cinematografica alla fondazione, nel 2018, di Misia Films, una casa di produzione indipendente che ha rapidamente conquistato attenzione per l’originalità dei progetti e la cura nel dare voce a nuove forme di narrazione. Tra i cortometraggi e le opere d’autore che ha seguito, spicca Deux personnes échangeant de la salive (2024), testimonianza del suo impegno nel portare sullo schermo storie intense e innovative.
Dal 2020 Valentina Merli guida Locarno Pro, il cuore professionale del Locarno Film Festival, dove ogni anno coordina programmi e iniziative pensati per favorire lo scambio tra artisti, produttori e mercati globali. Con uno sguardo attento e appassionato, costruisce ponti tra creatività e industria, trasformando incontri e progetti in opportunità concrete per il cinema d’autore.
Valentina unisce disciplina, sensibilità e curiosità: è una narratrice di storie altrui, ma anche architetta di percorsi, una figura capace di trasformare visioni artistiche in realtà, senza mai perdere la poesia nascosta dietro ogni pellicola, ogni idea, ogni incontro. Nel suo lavoro, la professionalità convive con la passione, e ogni progetto diventa un piccolo viaggio tra culture, talenti e sguardi diversi sul mondo.

(2)
Two People Exchanging Saliva è un cortometraggio drammatico francese del 2024 scritto e diretto da Natalie Musteata e Alexandre Singh. Ambientato in una società distopica in cui baciare è considerato un crimine punibile con la morte e i beni si pagano ricevendo schiaffi in faccia, il film segue la relazione tra Angine, una donna infelice e consumista, e Malaise, una giovane commessa che suscita in lei un’attrazione proibita. Mentre le due si avvicinano in segreto, la gelosia di una collega e le rigide leggi sociali trasformano il loro legame in un tragico atto di resistenza contro il conformismo e la repressione dell’intimità. 

(3)
“The Singers” è un cortometraggio del 2025 diretto da Sam A. Davis. Il film esplora il mondo della musica e della performance vocale, concentrandosi sulle vite e le emozioni di un gruppo di cantanti in un umile bar dove una gara di canto improvvisata mette in luce le sfide, le passioni e i sogni dei protagonisti, rivelando il legame profondo tra arte e vita quotidiana.

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