Di Andrea Marinelli
La Regione annuncia la grande occasione della ZES come se fosse già operativa. La realtà è un’altra.
Non esiste alcun disegno di legge approvato dal governo. C’è soltanto uno schema preliminare, senza valore giuridico, che dovrà essere trasformato in legge e passare per il Parlamento. Tempi certi? Nessuno.
Da fonti attendibili sappiamo che lo schema presenta errori e passaggi da riscrivere, segno evidente di un documento prodotto in fretta e furia da utilizzare in funzione elettorale. Servirà tempo e molto.
Nel frattempo, la Regione non ha in mano nulla. Nessun piano operativo, nessuna analisi sul territorio, nessun elenco di interventi pronti a partire.
Se la ZES fosse attiva domani, nelle Marche non ci sarebbe un progetto da finanziare.
Eppure, si continua a fare propaganda, vendendo come fatto ciò che è soltanto sulla carta.
Il rischio è che questa diventi l’ennesima promessa elettorale destinata a sgonfiarsi, lasciando il tessuto produttivo e in particolare le aree terremotate, senza strumenti concreti di rilancio.
Le Marche meritano serietà. Non slogan.
Serve un lavoro immediato per definire settori strategici e progetti cantierabili, altrimenti, se la legge arriverà veramente, anche se ne dubito, saremo già in ritardo.



