Dazi USA al 15%: una misura ingiusta e sproporzionata, che avrà un impatto pesante sul Made in Italy e sull’economia americana stessa. Il presidente nazionale della CNA, Dario Costantini, denuncia l’effetto reale della tassa, che equivale a un 30% di aggravio, chiedendo l’attivazione urgente del tavolo sull’export a Palazzo Chigi.
A livello locale, la CNA evidenzia come il territorio maceratese sia tra i più esposti. L’export verso gli Stati Uniti nel 2024 ha raggiunto i 152,7 milioni di euro, trainato da calzature (45,8 milioni), mobili (5,7 milioni) e pelletteria (3,6 milioni). Il dazio colpisce in pieno le piccole e medie imprese, già alle prese con rincari, logistica complessa e concorrenza globale.
Giuliana Bernardoni, dirigente CNA Macerata, sottolinea che senza aiuti immediati molte realtà familiari e artigianali non sopravvivranno. A rischio anche cosmetici, macchinari, abbigliamento e componenti elettronici, settori in crescita sul mercato americano.
CNA nazionale chiede una risposta concreta da parte del governo e propone al ministro Tajani la creazione di un Domestic Advisory Group, il rilancio della Mission for Growth e più risorse per ICE Agenzia.
Nel frattempo, la Farnesina ha annunciato una Task Force permanente sui dazi. La tassa del 15% sarà applicata in modo uniforme, senza esclusioni merceologiche, colpendo tutto il Made in Italy. CNA ribadisce la necessità di difendere le eccellenze italiane con interventi rapidi, per evitare danni irreversibili a interi comparti produttivi.




