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Giovani fragili, comunità chiamate a rispondere

Ansia, depressione e ritiro sociale crescono tra adolescenti e giovani adulti. Gli esperti del territorio lanciano un appello: servono ascolto, prevenzione e nuove alleanze educative

La salute mentale delle nuove generazioni è una delle grandi emergenze del nostro tempo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, un adolescente su sette convive con un disturbo mentale e, entro il 2030, la depressione sarà la principale causa di disabilità nel mondo. In Europa quasi un giovane su quattro sotto i 25 anni manifesta sintomi depressivi, mentre il suicidio rappresenta una delle principali cause di morte tra adolescenti e giovani adulti. Oggi in Italia quasi 700.000 giovani convivono con ansia e depressione, con un aumento costante dei comportamenti autolesivi e del disagio psicologico tra gli adolescenti. Anche nelle Marche il disagio giovanile sta emergendo con crescente evidenza, intrecciandosi a isolamento sociale, iperconnessione e fragilità relazionali.

Ansia, attacchi di panico, depressione, autolesionismo, disturbi alimentari e ritiro sociale non sono più fenomeni marginali. A pesare sono molteplici fattori, tra questi: la pressione sociale, come già detto la fragilità relazionale, l’iperconnessione digitale, il senso di inadeguatezza, la paura del futuro e gli effetti ancora profondi lasciati dalla pandemia.

Anche nel territorio maceratese il fenomeno assume dimensioni sempre più evidenti. A raccontarlo è Alessandra Amadi, direttrice della Neuropsichiatria Infantile dell’AST di Macerata e componente esperta del Tavolo Tecnico Permanente per la Salute e il Benessere delle Nuove Generazioni di Civitanova Marche.

Negli ultimi anni le consulenze neuropsichiatriche nei pronto soccorso sono aumentate di oltre il 30% ogni anno e le prese in carico territoriali di adolescenti con psicopatologie sono triplicate. Crescono soprattutto disturbi d’ansia, disturbi dell’umore, attacchi di panico, autolesionismo e isolamento sociale.

“Il disagio psichico emerge sempre più precocemente — sottolinea Amadi — e il 50% delle patologie psichiatriche esordisce entro i 14 anni. Per questo la prevenzione e l’intervento precoce diventano fondamentali”.

Secondo la specialista, molti ragazzi crescono in una società orientata alla performance, alla visibilità e alla competizione, dove emozioni come paura, tristezza e fragilità faticano a trovare spazio e ascolto. “I giovani hanno bisogno di essere riconosciuti e visti — evidenzia — ma spesso si muovono dentro una profonda solitudine relazionale”.

Accanto alle fragilità adolescenziali cresce anche il numero di minori con disturbi del neurosviluppo, ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività), disturbi specifici dell’apprendimento e difficoltà comportamentali. Nel territorio dell’AST di Macerata gli alunni seguiti dai servizi specialistici territoriali hanno ormai superato quota mille.

Sul fronte della salute mentale degli adulti e dei giovani adulti, Stefano Nassini, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’AST di Macerata e componente del Tavolo Tecnico di Civitanova Marche, richiama la necessità di superare una lettura esclusivamente sanitaria del fenomeno.

Nel territorio provinciale il Dipartimento segue oggi oltre quattromila persone, con numeri in costante crescita soprattutto per ansia e depressione. Di fronte a una domanda di aiuto in costante crescita, gli specialisti sottolineano anche la necessità di rafforzare i servizi territoriali di neuropsichiatria infantile e salute mentale, investendo su personale, prevenzione, presa in carico precoce e integrazione tra scuola, sanità e territorio. Per molti adolescenti e famiglie, infatti, la tempestività dell’ascolto e dell’intervento può fare la differenza nell’evoluzione del disagio. “La salute mentale — spiega Nassini — non riguarda soltanto la dimensione clinica, ma anche inclusione sociale, relazioni, dignità e qualità della vita. Per questo servono percorsi accessibili, comunità accoglienti e una forte azione culturale contro lo stigma”.

Per gli specialisti, la vera sfida oggi non è soltanto intervenire quando il disagio è già esploso, ma costruire reti territoriali capaci di promuovere benessere, relazioni sane e contesti educativi favorevoli alla crescita emotiva delle nuove generazioni. La prevenzione passa infatti dalla qualità delle relazioni familiari, scolastiche e sociali, dalla capacità degli adulti di ascoltare, riconoscere i segnali di fragilità e creare comunità accoglienti, inclusive e non giudicanti. È proprio in questa direzione che si muove il Tavolo Tecnico Permanente per la Salute e il Benessere delle Nuove Generazioni di Civitanova Marche, esperienza che mette in rete professionisti sanitari, scuole, enti locali, associazioni e comunità educante con l’obiettivo di promuovere cultura della prevenzione, ascolto e corresponsabilità educativa.

Tra i luoghi più significativi di questa sensibilizzazione collettiva c’è il Festival “Io Desidero”, che da dieci anni affronta temi legati ai giovani, alle relazioni e alla fragilità contemporanea. Venerdì prossimo 15 maggio, alle ore 21, il CineTeatro Conti di Civitanova Marche ospiterà “Memento Vivere”, spettacolo laboratoriale nato insieme agli studenti dell’Università di Macerata e promosso da MalaMente con la regia di Paolo Nanni e con il contributo della Compagnia Calabresi Tema Riuniti di Macerata. Attraverso il linguaggio del teatro, lo spettacolo proverà a raccontare paure, silenzi, inquietudini e bisogni emotivi delle nuove generazioni, trasformando il palcoscenico in uno spazio di ascolto e riflessione collettiva. Al termine della rappresentazione interverrà lo stesso Stefano Nassini con un contributo dedicato al disagio giovanile e alla necessità di costruire comunità più consapevoli e capaci di prendersi cura delle fragilità.

Perché oggi la salute mentale dei giovani non riguarda solo chi soffre. Riguarda il futuro di tutti, dell’intera comunità.

Andrea Foglia — genitore impegnato, voce libera per i giovani.

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