Chi segue i miei contributi, sui social o qui su realmente.info, sa che amo raccontare le buone pratiche della comunità: quelle esperienze che nascono dal basso, spesso ignorate o sottovalutate, ma che sanno generare valore, fiducia, appartenenza, responsabilità e cura reciproca. Gesti che, se condivisi, possono diventare germogli di cambiamento, capaci di mettere radici e crescere nel tempo.
È con questo spirito che voglio raccontare quanto accaduto venerdì 10 ottobre 2025, all’auditorium dell’IIS Bonifazi-Corridoni di Civitanova Marche, scuola protagonista di questa bella storia di Civitanova Marche, durante la cerimonia del Premio Saba Pistilli: un pomeriggio intenso, denso di emozioni autentiche e di riflessioni profonde.
Due studenti, Carlo Attilio Gaetani e Sofia Tanoni, sono stati premiati per quella che gli organizzatori hanno definito “eccellenza umana”: non il risultato scolastico, ma la capacità di rendere la scuola un luogo più accogliente, più giusto, più umano. Accanto a loro, una citazione speciale e un riconoscimento per Luca Luciani, Matteo Savoretti, Noemi Ginger Starnoni ed Elisabetta Vitali: ragazzi che, come i premiati, testimoniano la presenza di una buona gioventù, capace ogni giorno, in silenzio, di rendere migliore la vita collettiva, non solo scolastica.
ll Premio Saba Pistilli nasce da un gesto d’amore: quello della famiglia Ricci-Pistilli e di Roberto, compagno di Saba, che insieme alle amiche più care di Saba hanno voluto trasformare il dolore per la sua scomparsa in un dono per la città. Un gesto che parla di amore, certo verso la sorella, la figlia, la compagna di vita, l’amica del cuore, ma anche verso la comunità intera, resa partecipe di un sentimento che unisce e rigenera. È la scelta di trasformare una ferita in un atto di valore, di restituire senso e futuro a una perdita, di far sì che l’affetto si traduca in un’eredità viva, condivisa, generativa.
Come ha ricordato proprio Roberto, questo riconoscimento “vuole mettere un piccolo seme nel percorso di vita dei ragazzi, premiando chi può essere esempio e guida per gli altri”. Parole semplici e vere, che raccontano bene il senso profondo di questa iniziativa: educare attraverso il riconoscimento del bene, coltivando ciò che di buono abita nelle persone.
Saba Pistilli è stata una presenza luminosa nella scuola: educatrice, counselor, esperta di orientamento, ma soprattutto presenza viva, autentica, generosa. Ha saputo vedere in ogni studente una “persona intera”, accompagnandolo con uno sguardo che sosteneva e non giudicava, che incoraggiava e non misurava. Nei corridoi dell’Istituto, il suo nome continua a circolare con naturalezza e affetto, come si fa con chi ha lasciato un’impronta che non si cancella.
Durante la cerimonia, Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, ha offerto una riflessione intensa sul ruolo degli adulti come modelli di vita. Ha ricordato che i ragazzi hanno bisogno di incontrare adulti presenti, vitali, appassionati della propria adultità, capaci di trasmettere con la loro stessa esistenza la bellezza del crescere e la responsabilità del prendersi cura. “Quando i miei figli mi guardano – ha detto – non devono vedere un uomo stanco, ma un uomo contento. Perché se vedono un uomo contento, capiscono che vale la pena crescere.” Parole che restituiscono il senso profondo della relazione educativa come alleanza generativa, dove ogni adulto diventa strumento affinché ragazze e ragazzi imparino ad avere cura di sé.
Il pomeriggio si è concluso con l’inaugurazione di un’aula dedicata a Saba Pistilli: uno spazio che sarà riservato all’ascolto degli studenti e alla costruzione di relazioni significative, da custodire e coltivare ogni giorno, come lei avrebbe voluto. Un gesto simbolico, ma concreto, che lega la sua memoria alla quotidianità educativa dell’Istituto, trasformando il ricordo in azione, la nostalgia in presenza.
La cerimonia è stata accompagnata da momenti di musica e partecipazione: la studentessa Nadia Scotti ha interpretato con grande intensità Essere umani di Marco Mengoni, insieme a una sua docente. Gli studenti del 4° Turistico hanno curato l’accoglienza degli ospiti, mentre quelli del 5A Grafico hanno realizzato video e fotografie dell’evento, costruendo insieme un tessuto di relazioni che tiene viva la comunità educativa. Segni tangibili di una scuola che coinvolge, che valorizza ogni competenza e che intreccia generazioni, ruoli e talenti, costruendo un tessuto di relazioni che tiene insieme la comunità educativa.
In un tempo in cui si parla con insistenza di crisi educativa, di distanza tra scuola e vita reale, di giovani smarriti e adulti distratti, il Premio Saba Pistilli racconta un’altra storia. Racconta di una scuola che apre le sue porte alla vita, che si fa spazio di incontro, di partecipazione, di responsabilità condivisa. Racconta di una scuola che riconosce il valore delle persone, che guarda oltre il voto o la performance, e sa leggere nella presenza quotidiana dei suoi studenti i segni di una crescita vera. E racconta di una scuola che sa ricordare, perché ricordare non è fermarsi al passato, ma proiettare la memoria verso il futuro. Ricordare Saba, in fondo, significa continuare a scegliere la vita — ogni giorno — con gratitudine, con attenzione, con fiducia.
Il Premio Saba Pistilli non è solo una cerimonia. È un atto d’amore trasformato in bene comune, un gesto privato che diventa patrimonio collettivo. È la dimostrazione che la scuola, quando si fa comunità viva, può curare le ferite, generare futuro, tenere accesa la speranza.
Ora il compito che ci attende è dare seguito, continuità a tutto questo. Dentro questa scuola, che ha saputo accendere una luce, e in tante altre realtà cittadine che possono trarne ispirazione. Perché ogni volta che una scuola sceglie di celebrare il valore umano dei suoi studenti, ogni volta che una comunità si stringe attorno ai suoi giovani, ogni volta che un dolore si trasforma in azione educativa, nasce una buona pratica che fa bene a tutti.
Ed è da esperienze come questa che può ripartire la fiducia educativa, quella che unisce generazioni, restituisce senso al nostro essere insieme e — come ci ha insegnato Saba — trasforma la vita in cura, la memoria in progetto, la scuola in casa.
Andrea Foglia — genitore impegnato, voce libera per i giovani.



