venerdì, 6 Marzo 2026
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La lettura espressiva

Di Piergiorgio Pietroni

Voglio confessarvi quelle che sono le impressioni che provo quando vado a fare le letture di favole ai piccoli bambini delle materne.
Dato che la loro attenzione è straordinaria, mi sono chiesto: perché non condividere tutto ciò con voi?
Sì, voi, perché tra di voi ci sono sicuramente sia genitori che nonni, e che – spero, anzi mi auguro – abitualmente leggano fiabe o altri tipi di racconti ai propri figli o nipoti.

Sicuramente qualcuno si chiederà: “Come fare a catturare la loro attenzione?”
Come? Ma ricorrendo all’uso della lettura espressiva.

La lettura espressiva è una modalità di lettura ad alta voce che mira a coinvolgere l’ascoltatore attraverso l’uso della voce, del ritmo, delle pause e delle emozioni, al fine di rendere il testo più chiaro, interessante e memorabile.
In pratica, si tratta di interpretare il testo: non solo leggendolo, ma trasmettendo le intenzioni dell’autore e le emozioni che esso suscita.

Attenzione, niente scoraggiamento!
Cominciamo con le indicazioni necessarie per arrivare a un risultato che è sicuramente alla portata di tutti.

La lettura che normalmente facciamo è quella cosiddetta a mente, in silenzio: un silenzio però che coinvolge solo gli occhi e una parte della mente.
Ora pensate invece di coinvolgere voce, mente, occhi, braccia e corpo.

📚 Il verbo “leggere”

Innanzi tutto soffermiamoci sul significato del verbo leggere:
Deriva dal latino legere, che originariamente significa “raccogliere, scegliere”.
Oltre all’atto materiale di distinguere i segni, il verbo esprime anche l’atto intellettuale dell’intendere il significato delle parole, quindi prendere conoscenza del contenuto di uno scritto.

Analizzando la storia della scrittura, notiamo che prima della nostra vi era quella del popolo egizio.
La loro scrittura era fatta di geroglifici, cioè segni scolpiti o scritti che compongono un sistema basato su elementi sillabici-alfabetici, figure e sillabe.
Nella nostra scrittura, invece, derivata dalla civiltà greca e romana, la parola è un insieme di consonanti e vocali, che prende immagine, corpo e vita nel momento in cui viene letta.
È proprio in quel momento che diamo anima alla parola-immagine, a seconda del contesto e della situazione.

⏸️ Le pause

Cominciamo col dire cosa è fondamentale nella lettura espressiva: la pausa.

La pausa serve a mettere ordine nelle parole del testo, raggruppandole e dividendole in “battute” (come in musica) o proposizioni subordinate (secondo l’analisi logica).

Esistono due tipi di pause:
• Pausa logica (o ritmica):
È facilmente riconoscibile grazie ai segni di punteggiatura (virgole, punti, punto e virgola, ecc.).
Ha una durata ritmica ben precisa, come una battuta musicale.
• Pausa psicologica:
È più difficile da individuare. A volte coincide con i segni di interpunzione, ma può trovarsi tra due pause logiche.
Dà significato al testo ed è il lettore a sceglierla in base al tipo di lettura.
La sua durata può variare: più breve o molto lunga, a seconda dell’emozione o dell’intensità.

🔠 La sottolineatura

È fondamentale per la lettura espressiva.
Serve a individuare parole o gruppi di parole da mettere in evidenza, richiamando l’attenzione dell’ascoltatore.
Può avvenire rallentando o accelerando il ritmo, sillabando, alzando o abbassando la voce, cioè cambiando registro.

✍️ La punteggiatura

La punteggiatura è l’insieme dei segni che indicano, nella scrittura, le intonazioni della lingua parlata, aiutando nella lettura e nella comprensione.
• Virgola (,) → pausa breve
• Punto (.) → pausa prolungata, chiude un periodo
• Punto e virgola (;) → pausa media, tra virgola e punto
• Due punti (:) → pausa breve tra due proposizioni legate
• Punto interrogativo (?) → pausa lunga; attenzione a non alzare il tono solo alla fine (no “intonazione cantilenante”)
• Punto esclamativo (!) → pausa lunga, tono fermo e deciso
• Punti di sospensione (…) → indicano sospensione, sottinteso o esitazione
• Virgolette (“ ”) → segnalano discorso diretto, citazioni, titoli. Cambia il tono a seconda del personaggio.
• Lineette (—) → usate al posto delle virgolette o per incisi. Voce ferma e decisa.

🎙️ Gli strumenti della lettura espressiva

Per rendere espressiva la lettura, devi variare:
• Il tono della voce
• Il volume
• Il ritmo

🛠️ Suggerimenti pratici
• Ascoltati: registrati mentre leggi. Non farti influenzare dalla tua voce, ma concentrati su cosa e come comunichi.
• Sperimenta: esercitati leggendo a voce alta in modi diversi: veloce, lenta, sillabata, cantilenante, cambiando voce.
• Personalizza la tua preparazione:
Fai sempre una lettura di prova. Ti aiuterà a capire il testo, segnare pause logiche, pause psicologiche e sottolineature.
Non dimenticare gli aggettivi qualificativi: spesso sono la chiave espressiva della frase.

La lettura a voce alta è un’attività creativa, oltre che comunicativa.

💡 Benefici della lettura espressiva
• Migliora la comprensione del testo
• Rende la lettura più interessante e coinvolgente
• Aiuta a comunicare in modo chiaro, efficace e persuasivo
• Allena la pronuncia: parla lentamente e chiaramente, articola bene le consonanti
• Esercizio utile: tieni una matita tra i denti e prova a leggere: è faticoso, ma funziona!

La lettura espressiva si basa su modulazione della voce, intonazione, pause e gestualità.
Ti permette di trasmettere emozioni e interpretare ciò che leggi
.

📖 Esempio: L’infinito di Giacomo Leopardi

SEMPRE CARO (-) mi fu quest’èrmo colle,//
e questa SIEPE,// che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte (-) il guardo ESCLUDE.//
Ma sedendo e mirando,// INTERMINATI
Spazi di là da quèlla,// e SOVRUMANI
Silenzi,// e PROFONDISSIMA (-) quiète (-)
Io nel pensier mi fingo;// ove PER POCO (-)
Il cor non si spaura.// E (-) come il vento
Odo stormir tra queste piante, (-) IO quello
INFINITO silenzio (-) a questa voce
Vo comparando:// e mi sovvièn L’ETERNO,//
e le morte stagioni,// e la presente
e viva,// e il suon di lei.// Così (-) tra questa
IMMENSITÀ (-) S’ANNEGA il pensier mio://
E il NAUFRAGAR (-) m’è dolce (-) in questo MARE.//

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