La deputata del Partito Democratico Alessia Morani torna a puntare il dito contro la gestione dell’ITS Smart Academy di Fermo, chiedendo conto al presidente uscente della Regione Marche Francesco Acquaroli del ruolo dell’uomo a lui vicino, Andrea Santori.
«Insieme a Sandra Amurri, abbiamo denunciato con prove concrete – fotografie, fatture e atti della Motorizzazione Civile – una gestione opaca dell’ITS Smart Academy di Fermo da parte del presidente del CDA Andrea Santori», dichiara Morani.
Due i punti più gravi sollevati:
1. La vicenda delle Fiat 500.
Un’auto del 2010 è stata acquistata dall’ITS per 18.050 euro, ma era stata comprata dal rivenditore per soli 6.600 euro dalla suocera di Santori, che poi avrebbe acquistato un’altra 500 nuova, sempre dallo stesso rivenditore, in un’operazione che farebbe emergere una triangolazione sospetta. L’auto, inizialmente scomparsa dalla sede, è ricomparsa solo stamattina.
2. Le consulenze “di casa”.
Due società legate a Santori – Isbc Consulting e GEG Consulting Srl – hanno fatturato oltre 160.000 euro nel 2023 all’ITS per consulenze generiche. Le stesse società possiedono auto di lusso utilizzate da Santori.
«Di fronte a questi fatti – aggiunge Morani – ci chiediamo se la Prefettura di Fermo, a cui esprimiamo massima fiducia, abbia effettuato i controlli previsti dallo statuto ITS» e, soprattutto, «se il presidente uscente Francesco Acquaroli continuerà a rimanere in silenzio sul suo uomo di fiducia Santori, che come è noto, è presidente anche di SVEM».
«Le risorse pubbliche non possono diventare un bancomat per pochi: vanno usate per formare i nostri giovani, non per alimentare consulenze improbabili. Il silenzio di Acquaroli a questo punto rischia di essere complice.»
Alla luce delle gravi irregolarità denunciate, il Partito Democratico ha anche presentato un’interrogazione parlamentare urgente. I deputati marchigiani Irene Manzi e Augusto Curti hanno chiesto al governo di fare piena luce sulla gestione dell’ITS:
«Se confermata – scrivono i parlamentari – questa vicenda configurerebbe un uso improprio di risorse pubbliche, gravi conflitti d’interesse e potenziali violazioni contabili, oltre a minare la credibilità dell’intero sistema ITS e delle istituzioni coinvolte. Chiediamo di adottare iniziative urgenti per accertare eventuali irregolarità e garantire piena trasparenza.»
L’attenzione istituzionale, dunque, si accende su una vicenda che rischia di scuotere le fondamenta della formazione tecnica superiore pubblica nelle Marche.




