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Sanità marchigiana sotto accusa: se ne parla anche a “L’Aria che Tira”. Ricci denuncia: “Un marchigiano su dieci rinuncia a curarsi”

Che la sanità marchigiana stia attraversando una fase critica ormai non lo denunciano più solo cittadini e operatori sanitari, ma anche la stampa nazionale. La trasmissione “L’Aria che Tira”, in onda su La7, si è recentemente occupata più volte, da ultimo nella puntata di ieri, del caso di Francesco Migliorelli, il paziente costretto a restare sei giorni al Pronto Soccorso dell’ospedale di Macerata, in attesa di un ricovero. Una vicenda che ha sollevato un’ondata di indignazione, diventando il simbolo del collasso del sistema sanitario regionale.
Sull’argomento è intervenuto anche Matteo Ricci, ex sindaco di Pesaro e candidato alla guida della regione per il centrosinistra, che in un post social ha puntato il dito contro le gravi responsabilità della giunta guidata da Francesco Acquaroli:

“Ancora venerdì Acquaroli ha detto che nelle Marche va tutto bene per quel che riguarda la sanità, ma ogni giorno arrivano segnalazioni di problemi enormi. Le liste d’attesa sono aumentate, la sanità passiva costa alla Regione 50 milioni quest’anno, e 1 marchigiano su 10 rinuncia a curarsi. Non accorgersene non è di destra o di sinistra. È da irresponsabili.”

Le sue parole fanno eco a un malcontento sempre più diffuso tra i cittadini marchigiani, stretti tra l’impossibilità di prenotare visite, l’affollamento nei Pronto Soccorso e i costi proibitivi del privato. Nonostante la dedizione encomiabile di medici e infermieri, ciò che manca è una visione politica capace di riorganizzare il sistema, investire nel pubblico, ridurre gli sprechi e garantire tempi certi di risposta.

Ricci rilancia anche un appello chiaro:

“Dobbiamo tornare a investire per un sistema sanitario davvero pubblico e universale, efficiente, capace di dare risposte rapide. La sanità è un diritto di tutti, non solo di chi può permettersela.”

Intanto, mentre dai palazzi della Regione si continua a sostenere che “va tutto bene”, la realtà quotidiana racconta altro: una sanità regionale che si sfalda sotto il peso di carenze strutturali, fughe di personale e tagli mascherati, con il rischio concreto che il diritto alla salute resti, per molti, solo sulla carta.

Il dibattito è ormai nazionale, e anche le telecamere iniziano a puntarsi su una regione che troppo spesso è stata raccontata come “virtuosa” ma che oggi, nella sanità, mostra segni evidenti di affanno. La domanda, ormai urgente, è una sola: quanto si dovrà aspettare ancora prima di vedere un vero cambio di rotta?

Di Redazione

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