Storica sentenza della Corte Costituzionale: il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) è incostituzionale nella forma attuale. Con la decisione depositata il 30 maggio 2025, la Consulta ha segnato un passo decisivo nella tutela dei diritti fondamentali, riconoscendo la necessità di garantire alla persona sottoposta a TSO il diritto a essere informata e a difendersi prima della convalida del provvedimento da parte del giudice tutelare.
La pronuncia fa seguito all’ordinanza n. 24124 della Corte di Cassazione del 9 settembre 2024, che aveva sollevato dubbi di legittimità costituzionale sulla legge 833/1978. In particolare, veniva criticata la mancata comunicazione del provvedimento all’interessato, l’assenza di un effettivo contraddittorio e la mancanza di assistenza legale prima della convalida del TSO.
La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’articolo 35 della legge del 1978 nella parte in cui non prevede che:
– il provvedimento del sindaco venga notificato alla persona interessata o al suo legale rappresentante;
– l’interessato possa comparire davanti al giudice tutelare per far valere le proprie ragioni;
– il decreto di convalida sia notificato alla persona sottoposta a TSO.
Fino all’adeguamento normativo, il TSO è sospeso, in attesa della pubblicazione della sentenza sulla Gazzetta Ufficiale.
Secondo la Corte, queste garanzie sono imprescindibili per proteggere la libertà personale e il diritto alla difesa, come stabilito dagli articoli 13, 24 e 111 della Costituzione. Si tratta di un cambiamento significativo che impone al legislatore di rivedere le regole dei ricoveri coatti, finalmente in linea con i principi europei e internazionali in materia di diritti umani.
Di Redazione




