Matteo Ricci ha convocato i candidati, le liste e tutti coloro che lo hanno sostenuto in campagna elettorale a Chiaravalle, nel salone della Casa del Popolo. Lo stesso salone che lo aveva incoronato candidato presidente per il centrosinistra, è tornato ad ospitare un incontro per un’analisi di quanto accaduto e che ha portato alla sconfitta con otto punti di distacco da Acquaroli.
Ricci ha ripercorso tutta la campagna elettorale, nella quale si è speso senza riserve, con moltissime iniziative nei Comuni, nelle industrie, nei paesi di montagna, collina e mare. Una campagna basata su una proposta di cambiamento e sostenuta da un’alleanza che comprendeva tutti i partiti del centrosinistra. Ma questo non è stato sufficiente: i marchigiani che si sono recati alle urne hanno scelto la continuità amministrativa della giunta di destra guidata da Acquaroli.
“Non siamo riusciti a portare più gente al voto con la nostra proposta”, ha dichiarato. L’astensionismo è aumentato, e questo è un segnale molto preoccupante. I temi proposti — dalla sanità al lavoro, fino alle proposte per l’entroterra e per i giovani — non sono risultati sufficientemente convincenti.
Ricci ha ringraziato tutti i suoi collaboratori, le liste e ha apprezzato il clima unitario che ha caratterizzato la campagna elettorale, definendola “bella e partecipata”. Ha annunciato che rimarrà in Europa, scelta che considera più funzionale anche per le Marche. È infatti il primo parlamentare europeo del centrosinistra marchigiano e intende continuare a rappresentare un punto di collegamento utile per la regione.
Ha anche affermato che continuerà a coordinare l’alleanza per mantenerla unita e proseguirà il suo impegno nel partito per creare le condizioni di una reale unità. “Ci aspetta ora un’opposizione seria – ha detto – perché Acquaroli ha vinto, ma i problemi rimangono tutti, a partire dalla sanità pubblica”.
Un’analisi più approfondita sarà condotta da ogni singola forza politica sui risultati nei vari territori. Ricci ha espresso rammarico per l’avviso di garanzia ricevuto durante la campagna elettorale, con un riferimento al sostituto procuratore che ha firmato quell’avviso e al fatto che Bocchino ne conoscesse l’esistenza, ipotizzando un collegamento politico che avrebbe avuto particolare rilevanza a Pesaro e provincia.
A Pesaro, Ricci ha vinto con sei punti di vantaggio, ma è convinto che senza quell’avviso il distacco sarebbe stato di almeno quindici punti, con un possibile diverso esito anche per la provincia. “Quando tutta questa storia finirà – ha detto – sarà troppo tardi, perché l’effetto elettorale si è già prodotto”.
Ha poi risposto alle critiche relative al caso di Gaza, ribadendo che “ci sono valori che vanno al di là di tutto, e io lo rifarei”. Ha sostenuto che quel massacro e la diversa attenzione televisiva interpellano tutte le istituzioni, rientrando a pieno titolo nell’attività istituzionale che una Regione deve svolgere di fronte a simili atrocità. “Non possiamo ignorarle”, ha concluso.
Una platea attenta, che ha più volte applaudito e lo ha salutato con un caloroso applauso e abbraccio. Ora ogni forza politica dovrà capire cosa è successo nei territori: perché quel voto, perché la proposta di cambiamento non è passata, e da dove ripartire con consapevolezza.







