Domenica 8 e Lunedì 9 Giugno sarà un appuntamento fondamentale di democrazia, un’opportunità straordinaria che ci siamo conquistati con fatica e che forse sarà irripetibile.
Saremo chiamati infatti ad esprimerci su cinque Referendum popolari per ridare dignità al lavoro, rafforzare i diritti delle persone e rendere più giusta ed equa la nostra società.
Oggi ci troviamo nel momento decisivo per la riuscita dei Referendum, questi sono i giorni in cui gli indecisi stanno scegliendo cosa votare ed è a loro che è cruciale rivolgersi per poter raggiungere un risultato che può davvero diventare storico e cambiare il futuro del nostro Paese.
Questa volta non si tratta infatti di scegliere un candidato o un partito a cui delegare fiducia.
Non andremo a votare “per qualcuno”, ma “per qualcosa”.
Per contenuti concreti, per diritti reali, per un cambiamento certo e tangibile nelle vite di tutti noi, per riappropriarci di diritti fondamentali che nel corso degli ultimi 30 anni ci sono stati tolti da leggi sbagliate che non hanno superato la prova della storia.
Con i 5 SÌ possiamo finalmente rimettere al centro la dignità del lavoro ed il valore della cittadinanza.
Oggi il lavoro è invece troppo spesso precario, sottopagato, insicuro.
Il nostro Paese ha normalizzato forme di sfruttamento, ha ridotto gli spazi di tutela, ha lasciato soli i lavoratori e le lavoratrici di fronte a licenziamenti ingiusti, appalti selvaggi, precarietà dilagante, abusi che troppo spesso diventano sistematici.
La teoria secondo la quale la progressiva svalorizzazione del lavoro potesse portare benessere economico ha fallito: ha solamente aumentato le diseguaglianze, impoverendo una parte sempre più consistente del nostro Paese che oggi è profondamente delusa ed arrabbiata.
Questi Referendum sono l’occasione per dire basta, per urlare che il voto è la nostra rivolta contro un sistema sbagliato che va cambiato profondamente.
I quesiti riguardano temi cruciali della vita delle persone:
Il ripristino delle tutele contro i licenziamenti illegittimi significa restituire libertà nei luoghi di lavoro, ricostruendo l’elemento di deterrenza fondamentale per evitare licenziamenti ingiusti.
La reintroduzione dell’obbligo di motivazioni per attivare un contratto a tempo determinato significa riaffermare la normalità del contratto a tempo indeterminato e limitare la piaga della precarietà. Significa ridare a tante persone la possibilità di costruirsi un futuro personale e familiare.
L’introduzione della responsabilità solidale negli appalti in materia di sicurezza sul lavoro significa agire per ridurre il numero agghiacciante di morti sul lavoro e di limitare il ricorso agli appalti come strategia per lucrare sulla pelle dei lavoratori, per fare sì che chi appalta non possa più lavarsi le mani dei diritti violati nei subappalti.
Questi Referendum non sono un gesto simbolico. Sono un atto concreto per restituire voce a chi lavora, a chi cerca un’occupazione dignitosa, a chi non si rassegna a un sistema che calpesta diritti in nome del profitto, per gridare a tutti coloro che hanno governato il Paese negli ultimi 30 anni che è arrivato il momento di occuparsi delle condizioni delle persone che per vivere devono lavorare profondamente peggiorate nel tempo.
Andare a votare e votare SÌ significa scegliere un futuro diverso. Non lasciamo che decidano gli altri per noi. L’ 8 e 9 giugno andiamo a votare in massa: 5 SÌ per riprenderci i diritti e per costruire un futuro migliore
Non lasciamo che l’indifferenza vinca sulla partecipazione. Oggi è più che mai necessario essere protagonisti di questa opportunità storica. È un atto di responsabilità, di coraggio, di speranza.
E’ una rivolta contro i falsi profeti dell’astensionismo, che ci vorrebbero tutti silenziosi e rassegnati.
È un passo importante per migliorare la nostra vita quotidiana, quella delle nostre famiglie, dei nostri figli, dei nostri colleghi.
Il cambiamento parte anche da una matita, da una croce sul SÌ, da una giornata dedicata alla democrazia e dalla volontà di un popolo che per troppo tempo è rimasto silenzioso.
L’ 8 e 9 Giugno allora andiamo a votare e lavoriamo per convincere chi è ancora indeciso.
Occupiamo in massa i seggi e mettiamo 5 SÌ per un lavoro dignitoso, per una società più
equa, per i diritti di tante persone e per il futuro di tutti noi.
Con la determinazione e la consapevolezza di chi sa di fare la cosa giusta.
di Daniele Principi – Segretario Generale CGIL provincia di Macerata




