Di Gianfranco Bucich
Nell’attuale realtà sociale ed economica è scarsamente presente la dimensione comunitaria: più precisamente è poco visibile, e con scarsa possibilità di incidere sulla generale organizzazione. Esiste tuttavia una miriade di situazioni associative che muovendo dal momento ludico o mutualistico possono anche arrivare ad una valenza economica.
Si avverte dunque l’esigenza di esplorare quell’universo, sebbene declinato nelle più svariate modalità, spingendolo a prendere coscienza di sé. Ne consegue la necessità di progettare la costituzione di una struttura dedicata, un laboratorio, un centro di studio e promozione(quando non pubblicazioni o piattaforme ricollegabili a precedenti esperienze), un osservatorio focalizzato sull’idea di comunità.
IL PROGETTO
Il progetto si costituisce innanzitutto come indagine sulle realtà comunitarie, naturalmente aderenti alle istanze sostenibili e caratterizzate da una impronta etica, e da soluzioni o impostazioni economiche eccentriche rispetto alla consuetudine ovvero quelle in cui l’eventuale adesione al mercato sia funzionale ma non fine ultimo: comunità, dunque, come ideale molecola sociale, dove siano ancora rinvenibili quegli ideali di natura etica e politica, che tendono a evaporare nella “normalità”.
E non si tratta certo di muovere al salvataggio di una specie in via di estinzione. Il compito da assumere è invece quello di far venire alla luce situazioni prima poco considerate, scoprendole e rinvenendole, in definitiva reinventandole grazie all’uso innovativo e creativo di tecnologie, specialmente quelle legate al mondo delle energie rinnovabili, consentendo così a tutte quelle attività di costituirsi o di rafforzarsi, fino ad esseredefinite e certificate nelle nuove realtà socio-economiche.
LA RICOGNIZIONE
La ricerca è innanzitutto una ricognizione dell’esistente: ovvero si tratta di indagare quanto sia già individuabile, riconoscibile, a partire da alcune aree tradizionalmente connotate dall’identità comunitaria.
Nelle forme più elementari di cooperazione si possono rinvenire aggregazioni minime il cui scopo è un alleggerimento economico dei singoli appartenenti. Aggregazione, cooperazione e mutualità sono rinvenibili ad esempio in un ampio spettro di contesti che possono andare da semplici collaborazioni (co-working, co-housing) per arrivare a quelle più strutturate come nel caso dei gruppi di acquisto, o autocostruzione, in relazioni di valenza mista, tanto etica e sociale, quanto economica.
E in questa scansione un capitolo importante è compresodalle attività legate all’ambito assistenziale e caritatevole, con importanti presenze di volontariato.
Infine, più articolato e caratterizzato si colloca l’ambito culturale e artistico, formidabile mediatore sociale dalla valenza multipla.
Individuate le aree di interesse, la fase immediatamente successiva è quella di verificare all’interno di ognuna dove l’idea di comunità sia stata una pre-condizione, e dove invece una successiva ricognizione abbia portato ad acquisire la coscienza di essere anche comunità.
Può accadere che acquisito il risultato prefissato si scopra la valenza comunitaria che può generare altre istanze.
LA PROMOZIONE E LA SOSTENIBILITÀ
La dimensione comunitaria si abbina con spontaneità ai nuovi stili di vita che cominciano a fare capolino negli angoli meno costretti dell’esistenza, dove l’inquinamento morde meno e dove lo stress è meno serrato: dove comunque, anche riguardo alla produzione viene privilegiata la qualità sulla quantità e il cui esercizio pone attenzione al benessere degli addetti.
A queste modalità e a queste aspirazioni, corrispondono quasi naturalmente aree decentrate, non ancora degradate dall’eccesso di problematiche negative che ormai caratterizzano le realtà urbane, e che paiono sempre più difficilmente risolvibili.
Ad un esodo dalle aree interne corrisponde una nuova colonizzazione: è quasi una reciproca attrazione che tende a rendere complementari quei luoghi e attivitàlegate a un interesse per produzioni che pur riferibili alla tradizione la innovano sotto il profilo della qualità (segnatamente agricoltura biologica, ma non solo, vedi artigianato); tuttavia nuove occasioni di fruibilitàavanzano sollecitate da fini ludici, turistici, o di benessere fisico, fino ad arrivare, quasi sovvertendo consolidati parametri, a una rivoluzionaria ri-localizzazione del lavoro, resa possibile dalle nuove tecnologie di comunicazione.
Le nuove attività sono dunque rinvenibili in molteplici settori riguardanti vergini aree inesplorate o avviate all’abbandono, che si presentano con profili di assoluta novità: ormai non più soltanto legate alla natura e al tempo libero, e che rivelano una riserva di vasto respiro, dal grande potenziale economico.
L’insieme di queste nuove realtà è significativamente legato alla disponibilità di soluzioni tecniche, risolvibili in modo non impattante, a partire dalle esigenze primarie, come quelle legate all’energia, alla mobilità, alla comunicazione.
Il progetto vuole dunque dedicare particolare attenzione al ruolo che le tecnologie, segnatamente quelle legate alla sostenibilità, possono svolgere nel fornire contenuti e strumenti alle comunità: tanto nell’agevolare quelle esistenti, in qualche caso impedendone l’estinzione; tanto nel favorire la costituzione di nuove.
Una prima e sommaria elencazione può rilevare la natura degli ambiti:
PARTNER
La tecnologia sostenibile può svolgere una funzione strategica anche nel predisporre il partenariato, che può includere soggetti tanto promotori quanto sponsor:
BORGHI E RICOSTRUZIONE
Tra le naturali declinazioni dell’idea di comunità, e delle possibilità desumibili dalle nuove tecnologie, sono i borghi e le comunità distrutte da eventi traumatici.
Luoghi o territori devastati o abbandonati per i più svariati motivi per essere rivitalizzati necessitano di un riferimento comunitario: e questo in molti casi può essere favorito da miglioramenti ottenibili grazie a tecnologie innovative che possono tradursi in:
incrementi della qualità della vita (risparmi sui costi energetici);
qualità della comunicazione (tecnologia)
lavoro (smart working)
recupero attività tradizionali (agevolate da nuove tecniche)
nuove attività legate al turismo, tempo libero, etc
DALLE COMUNITÀ ALLA RETE
Livelli di progressione
Per naturale e logica evoluzione è prevedibile che le singole comunità, o quanto assimilabile, anche in assenza di sollecitazioni, muovano verso una fase successiva: sostanziata di confronti con esperienze simili, riscontri, collegamenti, promuoverebbe una molteplicità di interscambi tali da suggerire correzioni, indicare ulteriori sviluppi, favorire la creazione di sinergie, probabile antefatto della creazione di una rete.
Nel considerare la rete bisogna comprendere tanto l’insieme dei soggetti promotori quanto coloro che nella qualità di associati, utenti, clienti o comunque ne siano fruitori: e sia gli uni che gli altri partecipi a questo punto di una sovra-comunità.
Lo sguardo lungo dell’utopia potrebbe arrivare a contemplare, quasi un miraggio, al di là della più concreta diffusione di pratiche, tendenze, mode, in buona misura legate all’economia circolare, il progressivo prevalere del valore d’uso: e tanto nel caso di un grande o piccolo passo, comunque indizio di un movimento dall’avere all’essere.
Gianfranco Bucich
Ha anche ideato e diretto l’”Atlante di numeri e lettere”, pubblicazione che aveva tra gli altri lo scopo di mettere in relazione aziende, arte e ricerca, e dove in filigrana già si potevano intravedere le istanze espresse nel progetto dedicato all’indagine sulla comunità.
* L’eventuale riproduzione del testo va preventivamente concordata




