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Mai mollare: la lezione di Sara, 14 anni. Autenticità, sogni e un futuro a ritmo di musica

Sul palco del Festival Io Desidero, grazie al Palco Laboratorio Musicale, abbiamo conosciuto Sara Cipolletti di Macerata, 14 anni, una giovane artista capace di mostrarsi con sincerità e delicatezza, anche quando restare se stessi è più difficile che uniformarsi. Da allora non abbiamo interrotto il dialogo con lei, e oggi la incontriamo di nuovo, dopo il riconoscimento ricevuto al Civitanova Solidarity Sound con la sua canzone LIllusione di ogni momento”.

Sara, parlami un podi te: cosa ti piace fare, quali sono le tue passioni e come è nato il tuo amore per la musica e la scrittura delle canzoni?

«Amo la musica: scrivo canzoni, suono la chitarra, canto e da poco ho iniziato anche con lukulele e larmonica a bocca. Adoro andare a scuola e viaggiare tanto. Mi piace andare in bicicletta, ballare e giocare a softball, che è il mio sport per eccellenza. Amo guardare film, soprattutto i musical, inventare storie, disegnare e uscire con gli amici. Se dovessi usare solo tre parole per presentarmi, sceglierei sognatrice, sensibile e determinata. Scrivo canzoni da quando avevo 11 anni. Allinizio erano semplici, ma col tempo sono diventate più complesse, con parole e temi che rispecchiano quello che vivo e sento. Ho iniziato a scrivere perché spesso le parole da sole non mi bastavano: certe cose non riuscivo a dirle parlando, ma cantando sì. Volevo creare qualcosa di mio, che la gente potesse ascoltare e riconoscere come di Sara.”»

Cosa ti ispira di più?

«La vita. Quello che sento, vivo o vedo. A volte è una tristezza che porto dentro, altre un tema che mi sta a cuore o una persona che mi piace. Alcuni amici mi hanno chiesto di scrivere canzoni sulle loro esperienze: è difficile, ma alla fine le emozioni sono universali.»

Nel brano LIllusione di ogni momentoparli della fatica di sentirsi diversi. Cosa significa per te?

«Per me non è solo un sentirsidiversa, ma proprio un esserlo. Mi sento diversa soprattutto rispetto ai miei coetanei, ma un poanche rispetto alle persone in generale. È difficile spiegarlo, perché non credo esistano parole perfette per dirloperò ci provo: io vedo il mondo da una prospettiva più fantasiosa. Credo ancora nelle favole e nei sogni più che nella realtà. Ho una sensibilità – credo – molto forte: sento tutte le emozioni amplificate, così anche una cosa che per altri è piccola, per me può diventare enorme. Mi piace riflettere tanto, cercare sempre il perché delle cose, anche se a volte la risposta non arriva mai. Nella canzone LIllusione di ogni momentoparlo proprio di questa sensazione. Molte volte mi hanno definita stranasolo perché preferisco la musica a qualsiasi altra cosa. E non tutti riescono ad accettarlo.»

Scrivere e cantare ti aiuta?

«La musica per me è un modo di esprimermi completamente. Mi aiuta tantissimo e, da quando ho iniziato a scrivere, riesco a gestire meglio le mie emozioni. La parte più bella è quando posso condividere le mie canzoni con gli altri: ognuno ci trova dentro qualcosa di personale e a volte interpreta il testo in modi che io non avevo nemmeno immaginato. Questo mi fa capire quante sfumature può avere una canzone: non c’è mai un solo significato, ognuno ci legge quello che sente e che ha vissuto. Condividere la musica è la cosa più bella del mondo. Se un giorno diventasse il mio lavoro, quello che vorrei di più sarebbe proprio questo: trasmettere emozioni, sogni e magari aiutare le persone a superare momenti difficili grazie alle mie canzoni.»

Hai scritto mi costruirò una casa di carta. Che significa?

«È un rifugio fatto dei fogli su cui scrivo. Un posto sicuro dove le parole mi proteggono dal mondo.»

Come vedi i tuoi coetanei?

«I miei coetanei li vedo un popersi e poco autentici. Persi, perché a 14 anni è difficile capire davvero come funziona il mondo: tutto è troppo veloce, troppo complicato e non sappiamo bene in che direzione andare. Così ci aggrappiamo alla prima cosa che sembra darci sicurezza, ma spesso è solo apparenza.

Poco autentici, perché questa superficialità fa sì che alla fine sembriamo tutti uguali: stessi vestiti, stessi telefoni, stesso modo di parlare e persino stessi pensieri. Chi è diverso viene subito giudicato. E così ci spaventa lidea di non essere accettati, mentre ci sentiamo più forti e sicuri quando abbiamo amici e siamo, come dico nella mia canzone, come il sole, al centro dellattenzione.»

Che effetto ti fa un mondo sempre connesso e veloce?

«Un mondo sempre connesso e che corre così veloce, secondo me, prima o poi diventerà impossibile da vivere davvero. A me fa un popaura, perché ho la sensazione che stiamo perdendo i veri sentimenti e le emozioni autentiche, ma anche cose come larte e la musica, che hanno bisogno di tempo, immaginazione, delicatezzanon della fretta. A volte sento mio padre raccontare di quando era giovane e mi sembra che, per certi aspetti, fosse tutto più bello e più semplice. Credo che questo mondo super connesso ci stia facendo anche sprecare un sacco di tempoe neanche ce ne accorgiamo.»

Cosa dovrebbe contare di più per la tua generazione?

«Trovare se stessi, non fermarsi alla superficie. Ma non è facile.»

Ti capita di sentirti non vista?

«Sì, soprattutto quando parlo di fare musica per lavoro. Alcuni adulti pensano sia tempo perso e mi dicono: Perché non fai come gli altri?. Per fortuna i miei genitori mi sostengono.»

Se potessi dire una sola frase agli adulti?

«Essere quattordicenni è davvero tosta! È unetà piena di cambiamenti, con lesame di terza media e la scelta delle superiori che sembra facile ma, credetemi, non lo è. È il momento in cui inizi a farti un sacco di domande e spesso ti senti un poperso. Se dovessi dirvelo in una frase, vi direi che essere quattordicenne è come essere dentro un tornado di dubbi, emozioni e scelte.»

Se dovessi raccontare i tuoi sogni e desideri per il futuro, cosa diresti?

«Per il mio futuro voglio soprattutto la felicità, perché per me vale più di qualsiasi altra cosa. Spero di avere sempre un bel rapporto con la mia famiglia e con gli amici veri, di viaggiare, fare il lavoro dei miei sogni e rimanere sempre fedele a me stessa. Vorrei anche che nel mondo finissero alcune guerre e di riuscire ad avere fede in Dio.

Per i miei coetanei desidero lo stesso: felicità, autenticità e la possibilità di trovare la loro scintilla. In questo momento il mio sogno più grande è entrare al Liceo Musicale di Ancona: non vedo lora di condividere la mia musica con chi la ama e sentirmi accettata per ciò che sono. E poiincontrare Ultimo, il mio cantautore preferito, che con le sue canzoni mi regala emozioni e vere lezioni di vita.»

Un messaggio in una canzone?

«Vorrei dire che, anche dopo i momenti più bui e difficili, alla fine arriva sempre la luce. A volte dobbiamo trovarla da soli, altre volte sono le persone che ci vogliono bene ad aiutarci. Limportante è non mollare mai e continuare a lottare, anche quando sembra impossibile.»

Grazie a Sara per aver condiviso il suo mondo con parole limpide e senza filtri.

Nelle sue frasi c’è la realtà che vivono tanti ragazzi oggi: si dice loro di essere se stessi, ma solo se quel sé” è brillante e mai troppo fragile; si parla di normalizzare ansia e tristezza, ma chi le mostra davvero rischia di essere escluso; si esalta la creatività, ma si premiano solo i percorsi sicuri.

Sara ci ricorda che la vera forza sta nellessere autentici anche quando è difficile, e che il compito degli adulti non è correggere, ma creare spazi in cui i ragazzi possano provare, sbagliare e ripartire.

Andrea Foglia

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