domenica, 7 Giugno 2026
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Il riordino della sanità e gli ospedali delle Marche

di Claudio M. Maffei

Cosa può voler dire per Torrette-Salesi e gli altri ospedali delle Marche la idea di riordino della sanità che ha in testa il Governo (ospedali di terzo livello e ospedali elettivi).

Alcuni giorni fa è stata pubblicata la bozza di un disegno di legge delega sul riordino della sanità. Attraverso questo strumento (la legge delega) il parlamento stabilisce una cornice di principi e criteri ai quali il governo deve attenersi per disciplinare una determinata materia. Per l’approvazione di questa legge si utilizza la procedura ordinaria. Nel nostro caso il disegno di legge delega si dà tempo un anno al Governo di fare una serie di decreti legislativi per dare una nuova regolamentazione alla sanità pubblica italiana.

Ho già argomentato in un post le mie perplessità su questo disegno di legge, perplessità che ho ulteriormente descritto in un intervento pubblicato dagli amici del Gruppo Solidarietà: https://www.grusol.it/apriInformazioniN.asp?id=10017

Vorrei tornare sulle due principali novità del testo del disegno di legge: gli ospedali di terzo livello e gli ospedali elettivi. Vorrei tornarci con riferimento alla realtà delle Marche.

Gli ospedali di terzo livello sono una specie di super ospedali cui andrebbe riconosciuto un budget a parte che tenga conto della loro importanza e della “infungibilità” delle loro attività, e cioè che se non le fanno loro non le fa nessuno. Il Ministero ha già pronto da tempo l’elenco di queste strutture che comprende anche Torrette-Salesi. In pratica cosa potrebbe voler dire per questa struttura? Vorrebbe dire che per farla funzionare appieno (cosa adesso impossibile specie per carenza di personale) si dovrebbe aumentare il suo tetto di spesa del personale e quindi il suo personale e aumentare il suo budget. Siccome il riordino deve avvenire a risorse invariate a Torrette-Salesi andranno date risorse e personali tolti agli altri ospedali, visto che il territorio è già strizzato come un limone). Sappiamo però che grazie alla premiata ditta Baldelli & Co. il personale andrà aumentato a tutti gli ospedali delle Marche per riempire le scatole che la premiata ditta sta lentamente, molto lentamente, costruendo. Quindi si aprono nelle Marche tre possibilità: o la premiata ditta rivede la sua programmazione o si svaligia ancora di più il territorio o Torrette-Salesi (che speriamo prima o poi diventerà solo Torrette) sarà di terzo livello solo sulla carta (come in fondo è già oggi).

Quanto agli ospedali elettivi, dove cioè si fa solo attività programmata, se ne sa poco o niente. Nella bozza del disegno di legge c’è scritto solo che sono corrispondenti alle strutture ospedaliere per acuti prive di pronto soccorso. Nelle Marche ce ne sono tanti e sono tutti privati (le Case di Cura Villa Igea, Villa dei Pini, Stella Maris, Villa Verde, ecc.). Tutte le strutture pubbliche per acuti nelle Marche hanno invece un Pronto Soccorso tranne Amandola e Pergola che lo aspettano. Su Cingoli si aspetta che qualcuno dica prima o poi che di attività per acuti non si parla più (ma ancora rimane in piedi l’ipotesi che invece lo rimanga).

Quindi per le Marche questa idea degli ospedali elettivi può voler dire due cose:

si chiudono un po’ di Pronto Soccorso degli ospedali pubblici lasciando solo la attività programmata e allora si debbono buttare giù prima che crescano ancora un po’ di palazzine dell’emergenza che la premiata ditta sta costruendo (a partire, per fare un esempio, da quelle di Fano e Civitanova Marche che hanno lì vicino un grosso ospedale per acuti) e si rinuncia ai nuovi Pronto Soccorso di Pergola e Amandola;
si conferma che ai privati si lascia la vita comoda senza Pronto Soccorso.

Ma la premiata ditta andrà per la sua strada, ne sono convinto.

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