Nonostante l’inchiesta in corso a Pesaro sugli affidi irregolari che lo coinvolge nella sua veste di ex sindaco, Matteo Ricci non rallenta la corsa verso la presidenza della Regione Marche. Presente a un evento a Fermo, il candidato ha voluto rispondere con fermezza agli attacchi provenienti dal fronte avversario, dichiarandosi fiducioso e determinato.
“Se pensano che potranno utilizzare questa vicenda per avere un vantaggio elettorale non hanno capito che succederà l’esatto contrario – ha dichiarato Ricci – noi vinceremo e loro avranno da questa vicenda un boomerang che se lo ricorderanno per tutta la vita”.
Ricci ha ribadito la correttezza del suo operato durante gli anni di amministrazione, sottolineando il valore dell’onestà e del rispetto delle regole:
“Ho sempre fatto l’amministratore nella piena trasparenza, dicendo a tutti i collaboratori di rigare dritto e lavorare bene. Per me l’onestà e la serietà vengono prima di ogni altra cosa”.
Poi ha aggiunto: “mai ho messo il becco sugli affidamenti. Mai mi sono permesso di dire a un dirigente fai lavorare tizio o fai lavorare caio, mai. Questo e’ stato sempre il mio stile. Mai mi sono interessato di affidamenti pubblici che competevano per legge ai dirigenti”, “se qualcuno ha sbagliato io sono la parte lesa, il Comune e’ la parte lesa.”
Ricci si è detto pronto a chiarire tutto:
“Spero di essere ascoltato appena possibile per spiegare le mie ragioni pubbliche che ho già raccontato da mesi. Sono sicuro che le accuse verranno comprese e riviste alla luce della verità. Io sono sereno, a testa alta”.
Il candidato ha anche espresso amarezza per un clima che definisce “avvelenato” e ha raccontato i dubbi nati nelle ultime ore:
“Me lo sono chiesto in queste 24 ore convulse: ma qualcuno potrà davvero pensare che si possa far politica con queste cose? Forse sì. Quando abbiamo deciso la mia candidatura, costruito questa alleanza fantastica con tutte le forze civiche, politiche, democratiche, riformiste e progressiste, sapevamo che sarebbero diventati cattivi. Ma più saranno impauriti, più diventeranno cattivi”.
Nell’atto si dice che Ricci non ha avuto nessun beneficio patrimoniale pero’ da queste opere ha avuto un beneficio di “visibilità e di consenso nella città.“
Ricci conclude con fermezza:
“Ma se pensano davvero di poter utilizzare questa vicenda per ottenere un vantaggio elettorale, non hanno capito che succederà l’esatto contrario”.
Matteo Ricci, insomma, non molla. Anzi rilancia, convinto che trasparenza e determinazione lo porteranno avanti nella corsa verso la guida delle Marche.



