Lo scorso 28 Febbraio, con uno storico sciopero delle aziende del servizio idrico integrato
indetto unitariamente da CGIL, CISL e UIL, abbiamo portato in piazza centinaia di lavoratrici, lavoratori e cittadini per difendere l’acqua pubblica ed il diritto a una gestione trasparente, efficiente e socialmente sostenibile del servizio idrico integrato.
Quella giornata ha rappresentato il culmine di un lungo percorso di mobilitazione sindacale, fatto di assemblee, confronti, proposte e documenti, tutti orientati a scongiurare la messa a gara e a salvaguardare un bene comune fondamentale.
Oggi, alla luce della presentazione del nuovo Piano d’ Ambito dell’ AATO 3, sentiamo il dovere di tornare a far sentire la nostra voce.
Nelle scorse settimane abbiamo accolto positivamente il passo avanti verso l’individuazione di un gestore unico del servizio idrico integrato con l’approvazione di un cronoprogramma chiaro che contenesse tutti i passaggi e le scadenze da rispettare per arrivare al risultato entro la scadenza del 31 Dicembre 2025.
La direzione è giusta, come abbiamo sempre sostenuto continuiamo ad essere convinti che
solo il mantenimento della gestione in house possa garantire il mantenimento di standard
di efficienza uniti con l’economicità della tariffa e la garanzia dei livelli occupazionali.
Tuttavia, questo traguardo, tanto importante quanto atteso, non può essere disgiunto da una
riflessione approfondita sulle possibili ricadute economiche e sociali che il Piano d’ Ambito
(elemento essenziale nella strada verso l’affidamento del servizio) approvato oggi in via
provvisoria dall’assemblea dei Sindaci dell’ AATO3 porterà con sé in mancanza di una revisione
sostanziale degli elementi economici proposti.
Nella versione provvisoria del Piano d’ Ambito approvata oggi si prevede infatti il sostanziale
raddoppio delle tariffe entro il 2050.
Ma l’aspetto più preoccupante è che la maggior parte degli aumenti – fino al 70% –
sarebbero concentrati già nei primi dieci anni, entro il 2035.
Questi aumenti serviranno a coprire i costi degli enormi investimenti richiesti dal Piano:
circa 1,3 miliardi tra manutenzione straordinaria, nuove opere e realizzazione di opere strategiche.
Un Piano faraonico che prevede di mobilitare una quantità di risorse senza precedenti,
scaricando però il costo interamente sui cittadini/utenti.
L’incremento della spesa pro capite per manutenzione straordinaria e nuove opere
passerebbe a 94 euro per abitante, oltre il doppio rispetto alla spesa attuale.
È un impegno che solleva forti dubbi anche sulla reale capacità della nuova società di
sostenerlo.
Sappiamo tutti quanto sia difficile questa fase economica per i cittadini, con un’inflazione che si fa ancora sentire pesantemente, una simile impennata rischia di risultare insostenibile per
migliaia di utenti. Andrebbe quindi fatta una valutazione su quali opere siano indifferibili e
necessarie e di quali invece si potrebbe fare a meno.
Altro punto critico riguarda il piano di riduzione dei costi operativi previsto. Nessuno
mette in discussione l’esigenza di rendere più efficiente il servizio anche attraverso le probabili economie di scala derivanti dall’unificazione delle aziende, ma le cifre previste ci appaionodifficili da raggiungere senza tagli che potrebbero ricadere su lavoratori o qualità dei servizi. È necessario garantire che ogni misura di efficientamento sia compatibile con il mantenimento dei livelli occupazionali e con la dignità del lavoro.
Per tutte queste ragioni, nel ribadire il nostro sì alla gestione pubblica e unitaria del servizio
idrico, abbiamo voluto rivolgere un appello ai Sindaci e agli amministratori locali con un
comunicato congiunto CGIL-CISL-UIL e sottoscritto anche dalle Categorie dei lavoratori del
settore.
L’ Assemblea dei Sindaci di stamattina ha raccolto le nostre preoccupazioni ed ha
approvato il Piano provvisorio assumendosi l’impegno di rivedere la mole di investimenti
al fine di renderli sostenibili socialmente evitando aumenti tariffari troppo onerosi,
garantendo inoltre il mantenimento dei livelli occupazionali esistenti.
Sono stati assunti quindi impegni importanti che dovranno essere seguiti da atti concreti
e coerenti.
Consapevoli della delicatezza della fase che stiamo vivendo, dei ritardi accumulati e della
complessità della situazione noi continueremo comunque a vigilare, con lo stesso spirito che ci
accompagna da mesi, sempre nell’ottica di tutelare il carattere pubblico del servizio e gli
interessi dei cittadini e dei lavoratori che rappresentiamo che non possono continuare a subire le conseguenze di scelte francamente difficili da comprendere.
Le prossime settimane saranno decisive in tal senso.
Daniele Principi
Segretario Generale CGIL Macerata



