La meta’ più uno, 25 milioni di voti più il tuo, oggi e domani alle urne affinché i referendum siano validi. Sono davvero tanti, quasi una missione impossibile in un’Italia dove, ormai, alle elezioni amministrative e politiche non va a votare neanche la metà degli aventi diritto.
Io questa volta ci vado, e ci vado presto, di prima mattina, per dare subito un segnale chiaro di partecipazione democratica.
Ci sono molte ragioni per votare cinque SÌ:
Si tratta di referendum che riguardano la dignità dei lavoratori e il loro diritto a essere trattati con rispetto, e l’uguaglianza per quei migranti regolari, onesti e lavoratori, che chiedono solo di diventare cittadini a tutti gli effetti, in tempi ragionevoli – cinque anni.
E poi…
C’è di che riflettere quando La Russa, Meloni, Salvini e Tajani ti dicono di restare a casa proprio nell’unico giorno in cui puoi davvero contare – perché il tuo voto, stavolta, pesa eccome – a differenza delle elezioni politiche dove spesso non puoi scegliere nemmeno i tuoi rappresentanti, dove per anni una maggioranza fa l’opposto di ciò che ha promesso…
Ecco, se mi dici di restare a casa, stai tradendo lo spirito vero della democrazia, che è partecipazione.
Soprattutto ai referendum, dove con un SÌ o con un NO puoi davvero decidere – com’è successo per la Repubblica, per il divorzio, per il nucleare.
È proprio in quel momento che bisogna correre al seggio, tutti insieme, per votare.
Anche solo per contrastare l’arroganza e la protervia del potere di chi ti vuol trattare come un burattino.
Per non perdere l’occasione di dare una lezione a chi vorrebbe far rimanere a casa te… e la democrazia partecipativa così da poter fare, indisturbati, tutto quello che vogliono.
Livia De Pace



