Rubrica- PASSEGGIATE PATRIMONIALI. STORIE DI SVILUPPO CULTURALE SOSTENIBILE
Di Stefania Monteverde
Se siete viaggiatori autentici, quelli che hanno voglia di conoscere, che non si limitano a arrivare-consumare-ripartire, sicuramente siete alla ricerca di luoghi da esplorare, angoli da scoprire, racconti da ascoltare. Allora, i piccoli musei vi aspettano. È vero: difficile capire che orari hanno, aperti occasionalmente, sul web hanno siti modello boomer, social un po’ retrò, tecnologie da aggiornare, neanche i baristi della zona a volte sanno che esistono. Ma non spaventiamoci e non sommergiamoli di critiche. Incoraggiamoli invece. Perché sono piccoli gioielli pieni di storie affascinanti, come certi oggetti sulle bancarelle dei mercatini, luoghi dove mettersi all’ascolto del vero genius loci. Fondati spesso da appassionati volontari e da amministratori illuminati, sono porte d’accesso alle comunità patrimoniali, quelle che si prendono cura della storia che hanno ereditato e la salvano dall’oblio.
Lungo la costa adriatica delle Marche a Porto Recanati c’è un posto come questo, il Museo del Mare e della Civiltà Marinara, nella zona nord del paese, al fianco della vecchia pescheria nella moderna struttura dell’ex mercato ittico. Tutto comincia quando tutto finisce: finita l’economia della pesca, dismesso il mercato all’ingrosso del pesce, alla fine degli anni novanta i locali restano vuoti. Però, non è andato perduto il ricordo di tutte quelle generazioni di pescatori, che hanno cresciuto figli grazie al mare, affrontando tempeste e fatica. L’idea di un riconoscimento nei confronti di una lunga storia viene ai pescatori di Porto Recanati che chiese alla allora amministrazione comunale l’uso di quei locali, ormai inutilizzati, per la conservazione e l’esposizione di reperti legati alle tradizioni marinare del paese. Le persone della comunità negli anni hanno salvato reperti e storie e, soprattutto, hanno incalzato le diverse amministrazioni su questo progetto di comunità. È l’inizio del Museo del Mare di Porto Recanati.
Si entra scendendo le scale della sala dove si svolgeva l’asta per la vendita all’ingrosso del pescato, e ad accogliere c’è la viva voce di un pescatore che si rivolge al viaggiatore da un video proiettato sul muro: “Benvenuto viandante”. Comincia così il racconto, subito immersi nella storia autentica delle famiglie dei pescatori portorecanatesi tra Otto e Novecento, tra immagini fotografiche, documenti grafici e imbarcazioni che hanno fatto la storia del mare, paranze, lancette, dinghy, calafati, a grandezza naturale o modelli in legno, tra reti da pesca, vele, ancore. In circa 600 mq espositivi si conoscono le tradizioni marinare ma anche le meraviglie naturalistiche di un ecosistema marino fatto di coralli, spugne di mare, crostacei, stelle marine, conchiglie, fossili, crostacei, anche un cranio di balenottera, testimonianze di una biodiversità ricchissima in passato e ora quasi scomparsa sotto il peso delle economie industriali.
Non mancano gli strumenti multimediali, visori, proiezioni immersive, tavoli multitouch, ma fa la sua figura anche il bel plastico del tratto di lungomare del nucleo urbano con le storie dei pescatori e del primo turismo balneare del secondo novecento, quando il mare diventa anche il dono prezioso di un tempo di vacanza e riposo.
Come ogni museo tutto è un work in progress. Il nuovo allestimento è stato inaugurato nel giugno del 2021, ma l’investimento viene da lontano, da un piano del 2016 della Regione Marche, a guida centrosinistra, di 7 milioni e 700 mila euro di fondi europei POR/FESR per la tutela, valorizzazione e messa in rete del patrimonio culturale delle Marche, che ha incluso anche centomila euro per il progetto del Museo del Mare di Porto Recanati.
Oggi la gestione è garantita da una collaborazione stretta tra il Comune di Porto Recanati e una ricca rete del territorio, il Comitato Pescatori, l’associazione “Il mare nel cassetto”, il Centro Studi Portorecanatesi,l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, e anche dai giovani del servizio civile, a cui siamo grati.
“Stiamo lavorando molto per rilanciare questo spazio così importante per noi – racconta con orgoglio il sindaco Andrea Michelini. – Superate le vecchie diatribe tra associazioni e la precedente amministrazione, adesso abbiamo uno spirito collaborativo. Abbiamo rinnovato gli impianti, riportato in esposizione tanti reperti messi generosamente a disposizione dai privati, siamo alla ricerca di finanziamenti mirati perché Il Museo del Mare di Porto Recanati diventi pienamente rappresentativo della grande storia marinara di questa comunità e di questa città.”
È vero, c’è bisogno di investire continuamente perché su queste radici possano svilupparsi lavoro culturale e imprese creative capaci di garantire direzione, servizi culturali, comunicazione, aperture, messa in rete, ma anche il coinvolgimento attivo della comunità che ha raccolto questa eredità per trasmetterla alle generazioni future.
Da viaggiatori esploratori, e mai solo turisti mordi e fuggi, andiamo a vedere il Museo del Mare, parliamone bene, sosteniamolo e incoraggiamo la sua crescita.
Info: Museo del Mare di Porto Recanati, ex Mercato Ittico, via XXIX marzo 1935, t. 071 7591283. Orario: tutti i giorni dalle 16 alle 19 o su appuntamento, ingresso gratuito














