domenica, 10 Maggio 2026
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Liste d’attesa ancora lunghe: tra “presa in carico” e ricorso al privato

Nonostante l’estensione delle attività anche nei fine settimana e segnali di lieve miglioramento nei tempi, le liste d’attesa nella sanità marchigiana continuano a rappresentare una criticità, con cittadini sempre più spesso costretti a segnalare disagi e ritardi.

Negli ultimi mesi al centro delle polemiche è finito il meccanismo della cosiddetta “presa in carico”, percepito da molti utenti come inefficace. Quando il Cup non riesce a fissare subito un appuntamento, inserisce infatti la richiesta in una lista dedicata: il paziente dovrebbe essere ricontattato in un secondo momento per conoscere la data della prestazione. Nella pratica, però, le tempistiche previste vengono frequentemente disattese.

Il sistema prevede diverse classi di priorità: urgente (entro 72 ore), breve (entro 10 giorni), differibile (entro 30 giorni per le visite e 60 per gli esami diagnostici) e programmata (entro 120-180 giorni). La ricontattazione dovrebbe avvenire entro metà dei tempi stabiliti, ma spesso questo non accade.

Il risultato è che, quando arriva la telefonata, può essere ormai troppo tardi. In molti casi i pazienti hanno già risolto rivolgendosi al privato, altri rinunciano, mentre solo una parte resta in attesa. Una situazione particolarmente delicata riguarda le prestazioni con priorità breve, per le quali i ritardi possono avere conseguenze sulla salute.

Esistono comunque strumenti di tutela. Se il servizio sanitario pubblico non riesce a garantire la prestazione nei tempi previsti, deve offrire soluzioni alternative, come l’intramoenia o l’accesso a strutture private convenzionate, con il solo pagamento del ticket. Il cittadino può inoltre presentare una richiesta formale alla direzione sanitaria competente, segnalando il mancato rispetto dei tempi e chiedendo un intervento. In caso contrario, può rivolgersi a una struttura privata e successivamente richiedere il rimborso delle spese sostenute, al netto del ticket.

Ecco come funziona:

RICHIESTA AUTORIZZAZIONE – PASSO PER PASSO

1) Prescrizione del medico SSN

Devi avere:

  • impegnativa del medico di base o specialista SSN
  • con indicazione chiara di visita/esame
  • classe di priorità (U, B, D, P se applicabile)

Senza impegnativa SSN non si può attivare il percorso.

2) Prenotazione al CUP

Vai o contatta il CUP Marche:

  • online / sportello / telefono
  • serve per verificare la prima disponibilità nel pubblico

Questo passaggio è fondamentale perché serve a dimostrare i tempi d’attesa.

3) Verifica tempi di attesa

Il CUP ti comunica:

  • la prima data disponibile nel pubblico

Confronto:

  • se la data è oltre i tempi massimi regionali, puoi chiedere autorizzazione al privato

4)  Richiesta di autorizzazione all’AST

Devi presentare domanda alla tua AST di residenza (ex ASL), di solito tramite:

  • CUP sportello
  • ufficio assistenza sanitaria / autorizzazioni
  • oppure PEC (in alcune AST)

Documenti richiesti:

  • impegnativa SSN
  • esito prenotazione CUP (data troppo lontana o indisponibilità)
  • documento identità
  • eventuale documentazione clinica

5) Valutazione dell’AST

L’AST verifica:

  • urgenza clinica
  • tempi di attesa pubblici
  • disponibilità interna o convenzionata

Può:

  • approvare l’autorizzazione
  • oppure proporre alternativa nel pubblico/convenzionato

6) Autorizzazione scritta

Se approvata ricevi un documento che indica:

  • prestazione autorizzata
  • struttura privata (spesso convenzionata/accreditata)
  • eventuale quota a carico (ticket)

7) Esecuzione della prestazione

A questo punto puoi:

  • prenotare nella struttura indicata
  • oppure in quelle autorizzate dall’AST

8) Pagamento / rimborso

Dipende dal caso:

  • spesso non anticipi tutto (struttura accreditata)
  • oppure anticipi e poi richiedi rimborso parziale

🟥 ATTENZIONE (punto importante)

Nelle Marche:

  • se fai la prestazione senza autorizzazione preventiva
    quasi sempre non hai diritto al rimborso.
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